{"id":39549,"date":"2023-04-25T21:13:00","date_gmt":"2023-04-25T21:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=39549"},"modified":"2023-05-04T21:17:36","modified_gmt":"2023-05-04T21:17:36","slug":"io","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/io","title":{"rendered":"Io"},"content":{"rendered":"<p>Quel giorno tornavo a casa in auto. Senza pensarci molto e decidendo all\u2019ultimo istante, deviai. Non continuai lungo l\u2019usuale strada ma imboccai quella dell\u2019argine. Non so perch\u00e9 lo feci ma so che volevo farlo. E cos\u00ec fu.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Parcheggiai l\u2019auto e scesi sulla sponda del fiume, sino ad arrivare a una piccola spiaggia. Guardai il fiume. Mi stupii per l\u2019ennesima volta a constatare che &#8211; nonostante viva in questi luoghi da decenni &#8211; non avrei mai saputo dire a memoria in che senso scorresse. Constatai che scorreva esattamente in senso inverso a quanto pensassi. Per indovinare il senso di scorrimento dovrei semplicemente dire il contrario di quello che penso sia, e ci prenderei &#8211; pensai.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi guardai la sponda opposta. C\u2019erano pochi alberi, se non ricordo male era inverno. Non avevano la fronda, non c\u2019erano foglie sui rami. O forse ricordo quell\u2019immagine perch\u00e9 scattai qualche foto e quindi ricordo la foto ma non ha importanza. Quello che ha importanza \u00e8 cosa sentii e come mi sentii.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Osservavo la natura, o lo spettacolo naturale. Per la prima volta percepii chiaramente di essere totalmente indifferente alla natura. \u00c8 una sensazione che si pu\u00f2 razionalizzare, la si pu\u00f2 pensare e capire ma percepirla improvvisamente e quasi violentemente \u00e8 diverso perch\u00e9 non \u00e8 l\u2019esito di un ragionamento: \u00e8 una verit\u00e0 che appare in tutta la sua inequivocabile evidenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi ripetevo che alla Natura di me non interessava niente, perch\u00e9 ero infinitamente piccolo nei suoi confronti ed ero parte di lei. Perch\u00e9 mai avrebbe dovuto darmi pi\u00f9 importanza di tutto il resto? Ero un suo oggetto, una sua manifestazione, un elemento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo pensiero mi diede una grande calma. Non pensai che l\u2019essere una parte del tutto fosse disperante. Non pensai che esserle indifferente fosse sconfortante. Anzi: mi sentii in pace con l\u2019universo, perch\u00e9 avevo capito di esserne una parte. Di certo non il padrone, n\u00e9 qualcosa o qualcuno di pi\u00f9 importante rispetto a qualcos\u2019altro o qualcun altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero nella e della Natura. Scomparivo a me stesso. Finalmente.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi diverto a sistemare tutti i pensieri lunghi che si possono fare e faccio secondo la durata e quindi la profondit\u00e0: tanto pi\u00f9 un pensiero \u00e8 duraturo (e lungo, quindi), tanto pi\u00f9 \u00e8 profondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non avevo mai capito fino a oggi che ce n\u2019\u00e8 uno che di gran lunga \u00e8 pi\u00f9 lungo di tutti gli altri, ed \u00e8 il pensiero di me stesso, o l\u2019Io, come lo chiamerebbero la filosofia o Freud. Ci penso (ci pensiamo, tutti, chi pi\u00f9, chi meno) da quando ho isolato la percezione di me stesso dal resto del mondo; da quando, insomma, ho capito che c\u2019erano un Io e un Resto del Mondo, e questo resto comprendeva e comprende qualsiasi cosa o persona che non sono io.<\/p>\n\n\n\n<p>Le relazioni umane sono complicate e non c\u2019\u00e8 motivo per cui la pi\u00f9 importante in assoluto &#8211; quella con noi stessi &#8211; non lo sia altrettanto. Fra le possibili e necessarie relazioni \u00e8 per\u00f2 quella che non pu\u00f2 interrompersi. Non si pu\u00f2 decidere di non volerne pi\u00f9 sapere di noi stessi, non si pu\u00f2 interrompere la conversazione con il proprio Io, non si pu\u00f2 mettere a tacere la voce che ci parla in testa. O s\u00ec?<\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2, in altre parole, ridefinire il rapporto che abbiamo con noi stessi, depotenziandolo magari, abbassando il volume di questo dialogo interiore, togliendogli insomma importanza?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ultimamente me lo sto chiedendo spesso e la meditazione mi ha aiutato anche in questo caso a mettere a fuoco questa necessit\u00e0. Non l\u2019ha fatto razionalmente giacch\u00e9 non ha niente di razionale. L\u2019ha fatto indirettamente, e cio\u00e8 da quando &#8211; a un certo punto, meditando &#8211; ho iniziato ad avere fastidio per il fatto che le visualizzazioni che la mia mente elaborava spontaneamente avevano sempre un punto di vista: il mio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pensiamo e immaginiamo in termini cinematografici, cio\u00e8 assumendo come punto di vista il nostro, quello che ci \u00e8 naturalmente familiare. Pensiamo, per usare il parallelo del cinema, in soggettiva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Da un certo punto in poi durante le mie meditazioni ho avuto fastidio per il fatto che l\u2019osservatore delle visualizzazioni che avevo fossi sempre io. Volevo spostarmi da dietro l\u2019obiettivo, volevo scomparire e vedere dall\u2019esterno. Volevo osservare senza essere il soggetto osservante. \u00c8 un paradosso e probabilmente \u00e8 impossibile farlo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:24px\"><em>Come \u00e8 possibile osservare senza essere contemporaneamente l\u2019osservatore?\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non so come si faccia n\u00e9 se si possa farlo: so solo che mi interessava riuscirci.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Fin qui, senza successo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In verit\u00e0 &#8211; lo capii solo dopo &#8211; cercavo di non essere me stesso o volevo dimenticarmi di me stesso per vedere la realt\u00e0 o la vita (non so nemmeno bene cosa) da un punto di vista universale o quantomeno non soggettivo, cio\u00e8 non mio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ho gi\u00e0 citato pi\u00f9 volte un libro che ho trovato molto interessante e che colloco nella sezione della mia personale biblioteca fra quelli relativi alla meditazione e al pensiero, ed \u00e8 \u201cCome cambiare la tua mente\u201d di Michael Pollan. Pollan parla solo tangenzialmente della meditazione, o meglio: la cita per spiegare che alcune sostanze psicotrope come l\u2019LSD provocano alterazioni a livello biochimico che sono paragonabili &#8211; anche se in misura molto pi\u00f9 potente &#8211; a quelle prodotte durante la meditazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u00e8 un altro il punto di quel libro su cui mi voglio soffermare, ed \u00e8 quello che riguarda alcuni effetti, in particolare dell\u2019LSD, e cio\u00e8 la disgregazione dell\u2019Io. Si tratta di uno stato indotto in cui il soggetto (in forme diverse a seconda di chi assume queste sostanze) vede il proprio corpo polverizzarsi, demolecolarizzarsi, scomparire. Alcuni raccontano che riescono a vedersi solo una mano, che tutto il resto \u00e8 svanito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questa sensazione &#8211; tremenda e angosciante per molti, quanto meno se non fosse indotta e reversibile &#8211; realizza la condizione di distruzione del simulacro dell\u2019Io: sebbene a livello conscio tutti o quasi percepiamo che l\u2019&#8217;Io \u00e8 un\u2019entit\u00e0 astratta e senza una forma particolare, identificarlo con il proprio corpo \u00e8 una sintesi naturale e comprensibile. In altre parole: sappiamo che l\u2019Io non \u00e8 il nostro corpo ma al nostro corpo ascriviamo una possibile sembianza dell\u2019Io. Se deve avere una forma e un\u2019immagine insomma, va bene che assomigli al nostro corpo, che sia anzi, il nostro corpo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo passo per non avere un punto di vista \u00e8 quindi quello di disgregarsi, di non essere pi\u00f9 un corpo. Questo &#8211; pensavo insomma &#8211; mi aiuterebbe a cercare di visualizzare la realt\u00e0 al di l\u00e0 dei miei occhi e del mio punto di vista: potrei finalmente vederla nella sua universalit\u00e0, a prescindere da me stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto uno potrebbe chiedersi perch\u00e9 lo voglio, perch\u00e9 voglio scomparire?<\/p>\n\n\n\n<p>Non si tratta di scomparire e non c\u2019entra niente con la morte. \u00c8 pi\u00f9 un\u2019assenza presente, una mancanza partecipata. Del resto vorrei vedere tutto senza vedere con gli occhi, vorrei percepire il mondo senza il filtro di me stesso, quindi senza accogliere con gli occhi questa visione e senza elaborarla nella mente.<\/p>\n\n\n\n<p>Credo di voler \u201cscomparire\u201d perch\u00e9 sono stufo di parlare a me stesso e di servire me stesso. C\u2019\u00e8 una parte della mia mente che \u00e8 costantemente interpellata dall\u2019Io, con un\u2019insistenza insopportabile. Fa domande del tipo \u201cHai fatto abbastanza?\u201d, \u201cHai imparato qualcosa di nuovo?\u201d, \u201cSei stato cos\u00ec o col\u00e0?\u201d. Ho il sospetto che voglia solo rassicurazioni, che voglia sentirsi importante, che abbia sempre bisogno di alimentare il culto di se stessa. L\u2019ego del mio Io, di quello si tratta. Lo sopporto sempre meno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, quando pensavo ormai rassegnato che si trattasse di una presenza ineliminabile, meditando ho sentito l\u2019urgenza di togliermi l\u2019Io da davanti, per farmi vedere meglio cosa c\u2019\u00e8 fuori e oltre.<\/p>\n\n\n\n<p>A proposito di Io, Carlo Emilio Gadda scriveva in&nbsp;<em>La cognizione del dolore:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:24px\"><em>L&#8217;io, io!\u2026 il pi\u00f9 lurido di tutti i pronomi!\u2026 I pronomi! Sono i pidocchi del pensiero.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono frasi che leggi al momento opportuno, che \u00e8 generalmente quando la tua mente \u00e8 pronta a capirle. O magari le interpreta per come meglio le pare. Magari Gadda ne faceva solo una questione grammaticale e invece per me questo pronome \u00e8 diventato esistenziale. Quell\u2019Io di cui parla &#8211; ho pensato, mi sono convinto &#8211; \u00e8 proprio il mio Io e io volevo e voglio eliminare quel pidocchio del pensiero.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non nego che l\u2019Io abbia un\u2019importanza capitale: in fondo gli devo anche il fatto di essere arrivato a volermene sbarazzare, o quanto meno di farlo tacere. Se non fosse cos\u00ec potente e presente non mi sarei mai accorto che ne voglio fare a meno, almeno per un po\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi mi chiedo se non sia una sua stessa macchinazione: \u00e8 cos\u00ec forte da avermi fatto credere che ne voglio fare a meno, pur tramando esso stesso per farmelo credere. Ma che ne so in fondo. Non \u00e8 uno struggimento, \u00e8 un esperimento: voglio abbassare il volume, voglio togliergli un po\u2019 la voce.<\/p>\n\n\n\n<p>O forse voglio solo diventare uno di quegli alberi che guardavo, un giorno di tanti anni fa, e che mi avevano sussurrato quanto gli fossi indifferente. Forse voglio solo diluirmi nel tutto e ritornare natura.<\/p>\n\n\n\n<p>Essere un albero, sar\u00e0 questo il senso?<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 la persona (o l\u2019entit\u00e0 incorporea, o che abita un corpo, il mio) con cui ho la relazione pi\u00f9 lunga della mia vita.<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":39550,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[91,415,429],"tags":[166,349,229],"class_list":["post-39549","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-pensiero-lungo","category-umanesimo","tag-martino-pietropoli","tag-meditazione","tag-natura"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39549","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39549"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39549\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39550"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39549"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39549"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39549"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}