{"id":39514,"date":"2023-04-03T22:59:00","date_gmt":"2023-04-03T22:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=39514"},"modified":"2023-05-30T09:56:53","modified_gmt":"2023-05-30T09:56:53","slug":"identita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/identita","title":{"rendered":"Identit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Ricordo a distanza di qualche decennio un articolo del sociologo Ilvo Diamanti su Repubblica. Non so perch\u00e9 ma la memoria ha sempre uno spazio per informazioni apparentemente non vitali. Forse l\u2019avevo trovato interessante, forse una parte di me mi diceva di conservarne memoria. Ah gi\u00e0, cosa diceva Diamanti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Diamanti parlava di come sono cambiate le nostre citt\u00e0 negli ultimi decenni. Non solo le citt\u00e0 ma soprattutto i centri pi\u00f9 piccoli. Mi pare parlasse di Ros\u00e0 ma il discorso si applicava anche a Bassano o ad altri centri industriali cresciuti assieme alla loro popolazione in maniera vertiginosa. Ros\u00e0, in particolare, ha acquisito un peso notevole a livello mondiale nello sviluppo e nella produzione di componenti per biciclette di altissima qualit\u00e0. Ha insomma un\u2019industria pregiata e un PIL procapite che non ho difficolt\u00e0 a immaginare altrettanto notevole.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il punto di Diamanti era che lo sviluppo industriale aveva trascinato con s\u00e9 anche l\u2019espansione della citt\u00e0, non solo edilizia ma anche demografica. Trattandosi poi in origine di un centro urbano molto piccolo, il cambiamento era stato ancora pi\u00f9 radicale. Tutto stava cambiando attorno a gente che prima a malapena si accorgeva del passare del tempo: in fondo viveva in quei luoghi immutati da una vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa stava succedendo? C\u2019erano nuove strade, nuove facce, nuove abitudini. I riferimenti erano stati sconvolti e le persone che risiedevano da sempre in quelle case nel giro di pochi anni avevano perso coordinate che sembravano immutabili.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:24px\"><em>Da un certo punto in poi non sapevano pi\u00f9 chi erano.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Perdere le coordinate non \u00e8 cosa da poco. Gli esseri umani le usano, banalmente, per capire chi sono, per collocarsi nello spazio e nella societ\u00e0. O nello spazio della societ\u00e0, che \u00e8 pi\u00f9 mentale e morale, nel senso di \u201ccomportamentale\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel giro di qualche anno i riferimenti erano cambiati: quelli consolidati non lo erano pi\u00f9 e i nuovi erano irriconoscibili. La gente non riconosceva pi\u00f9 i propri luoghi (che mutavano e si espandevano) n\u00e9 le persone che li abitavano, che spesso erano nuove, non nate l\u00ec, sconosciute.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando gli sconosciuti aumentano di numero attorno a te, finisci per essere uno sconosciuto anche per te stesso. Non ti riconosci pi\u00f9 riflettendoti negli altri, perch\u00e9 gli altri non sai chi siano.<\/p>\n\n\n\n<p>Come spesso accade, artisti e scienziati c\u2019erano arrivati prima, grossomodo alla fine del 1800. La crisi delle scienze, la crisi dell\u2019uomo moderno, la filosofia che si interroga sul fondamento delle sue stesse basi. Per molti versi &#8211; e a parte gli eventi bellici catastrofici &#8211; la storia del 900 \u00e8 il racconto di come l\u2019umanit\u00e0 (quantomeno quella occidentale) ha messo in crisi i suoi stessi fondamenti. Forse li ha messi alla prova, forse voleva capire quanto solidi fossero ma lo scopo era quello e ruotava attorno alla domanda \u201cChi siamo davvero?\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un dibattito del genere &#8211; \u00e8 facile intuirlo &#8211; interessava pi\u00f9 a un numero ristretto di intellettuali che al resto della popolazione. Salvo poi arrivare a coinvolgerla molti decenni dopo, prima con le guerre e poi con l\u2019accelerazione del progresso industriale. Ogni evento sociale non agisce mai in un ambito separato dal resto: l\u2019industrializzazione aumenta il benessere economico, influisce negativamente sull\u2019ambiente, cambia le traiettorie sociologiche e riverbera nell\u2019urbanistica e quindi nella forma della citt\u00e0. Tutto \u00e8 connesso e all\u2019ambiente in cui vive \u00e8 connessa inevitabilmente l\u2019umanit\u00e0, che lo modifica essendone modificata a sua volta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto \u00e8 per\u00f2 avvenuto, si diceva, con un\u2019accelerazione prodigiosa che non accenna a rallentare e che, anzi, sembra solo e sempre aumentare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la pi\u00f9 grande rivoluzione dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 quella dell\u2019individuo, o meglio: la percezione del singolo come di un\u2019entit\u00e0 all\u2019interno di ambiti che lo definiscono, lo modellano, lo schiacciano o lo elevano, pur mantenendo evidente il rapporto fra singolo e collettivit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Inizi\u00f2 probabilmente molto prima che dell\u2019inizio del \u2018900: inizi\u00f2 in pieno Umanesimo, pur non essendo un\u2019espressione di crisi ma di potenzialit\u00e0. Per la prima volta gli esseri umani non erano solo massa e comunit\u00e0, ma individui (in primo luogo) e comunit\u00e0 dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>La questione \u00e8 insomma quella dell\u2019identit\u00e0, che non pu\u00f2 che definirsi se non in un contesto di moltitudini di altre identit\u00e0. Non \u00e8 data identit\u00e0 in senso assoluto, ogni identit\u00e0 deve avere un riferimento, deve misurarsi con altre identit\u00e0 per conoscersi.<\/p>\n\n\n\n<p>La scienza e le arti si erano chieste quali fossero i fondamenti dell\u2019identit\u00e0 e se si potesse distruggerli e ricostruirli diversamente. L\u2019umanit\u00e0 si \u00e8 trovata a chiedersi chi era prima ancora che tentare di rispondere alla necessit\u00e0 di dare un fondamento alla propria identit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">***<\/p>\n\n\n\n<p>Se si cerca nel dizionario cosa significa \u201cidentit\u00e0\u201d si trova una definizione molto semplice: \u201cEssere questo e non quello\u201d. Questa, per lo meno, \u00e8 la definizione classica, consolidata. \u00c8 interessante notare che l\u2019identit\u00e0 \u00e8 definita dalla simultaneit\u00e0 di almeno due condizioni: \u00e8 sia \u201cessere questo\u201d che \u201cnon essere quello\u201d. Per trovare insomma il proprio baricentro esistenziale bisogna sapere chi si \u00e8 e, allo stesso tempo, sapere rispetto a chi o cosa si \u00e8 differenti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Come se ci\u00f2 non fosse gi\u00e0 abbastanza complicato, negli ultimi decenni a questa formula si \u00e8 aggiunta la variante temporale, che l\u2019ha ridefinita in termini dinamici. L\u2019identit\u00e0 non \u00e8 immutabile, insomma, ma varia con il tempo, in funzione del mutamento delle condizioni ambientali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 l\u2019identit\u00e0 degli abitanti di Ros\u00e0 venne messa in discussione: sapevano chi erano in un dato tempo ma non capivano pi\u00f9 se stessi in un altro tempo. Il variare delle condizioni ambientali li ridefiniva, in continuazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La condizione dell\u2019identit\u00e0 oggi non \u00e8 n\u00e9 positiva n\u00e9 negativa. Non esistono giusto o sbagliato n\u00e9 bene o male in certe astrazioni filosofiche. La condizione dell\u2019identit\u00e0 \u00e8 dinamica, o fluida che dir si voglia e senza darle alcuna connotazione sessuale e di genere.<\/p>\n\n\n\n<p>Se la crisi era cominciata mettendo in discussione i fondamenti morali e filosofici dell\u2019individuo (e poi delle arti e delle scienze) oggi prosegue avendo nel frattempo coinvolto miliardi di persone che nascono avendo una percezione di se stessi e continuano a vivere dovendo costantemente ricollocarsi nel flusso del tempo per capire chi sono e dove sono.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">***<\/p>\n\n\n\n<p>Concludo suggerendo un\u2019altra interessante riflessione sull\u2019identit\u00e0, letta attraverso la capacit\u00e0 dei luoghi in cui si vive (in questo caso di Milano) di plasmare l\u2019identit\u00e0. \u00c8 di&nbsp;<a href=\"https:\/\/substack.com\/profile\/2764316-silvio-castelletti?utm_source=author-byline-face\">Silvio Castelletti<\/a>&nbsp;nella sua sempre ottima&nbsp;<a href=\"https:\/\/silviocastelletti.substack.com\/\">The Semi-Serious View<\/a>&nbsp;e si intitola \u201c<a href=\"https:\/\/silviocastelletti.substack.com\/p\/identity-and-the-city\">Identity and the City<\/a>\u201d. La domanda che si pone \u00e8 quanto e come le citt\u00e0 in cui ha vissuto abbiano deciso della sua identit\u00e0, concludendo &#8211; o mi piace forse interpretare cos\u00ec le sue osservazioni &#8211; che i luoghi rivelano l\u2019identit\u00e0 pi\u00f9 che definirla.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 anche in questo caso la dimensione temporale perch\u00e9 in diversi momenti esistenziali, diverse citt\u00e0 fanno emergere lati dell\u2019identit\u00e0, svelandola poco alla volta nella sua interezza. Eppure c\u2019\u00e8 anche la consapevolezza che all\u2019interno dell\u2019identit\u00e0 c\u2019\u00e8 un nucleo immutabile, un baricentro insensibile a qualsiasi scossa tellurica ed esistenziale, che definisce il s\u00e9, che \u00e8 l\u2019origine del sistema cartesiano individuale attraverso cui ci si colloca nel tempo e nello spazio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il che non gli impedisce &#8211; non ci impedisce &#8211; di essere barche in un flusso temporale che cambia continuamente il contesto e le persone, gli individui e le collettivit\u00e0. L\u2019importante \u00e8 sapere con buona approssimazione che tipo di barca si \u00e8.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ormai \u00e8 fluida, ma non c\u2019entra il genere.<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":39515,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[91,209,415,92],"tags":[],"class_list":["post-39514","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-italia","category-pensiero-lungo","category-societa"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39514","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39514"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39514\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39515"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39514"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39514"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39514"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}