{"id":39430,"date":"2023-03-06T10:49:00","date_gmt":"2023-03-06T10:49:00","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=39430"},"modified":"2023-05-30T09:56:22","modified_gmt":"2023-05-30T09:56:22","slug":"delicatezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/delicatezza","title":{"rendered":"Delicatezza\u00a0"},"content":{"rendered":"<p>Sono alla ricerca dell\u2019etimo di delicatezza: di qualcosa che \u00e8 percepibile solo attraverso un attento ascolto dei sensi, di cui non ci si accorge per ottundimento o potenza del segnale. Ci\u00f2 che \u00e8 delicato vibra leggermente e non vibra affatto se non vi si presta sufficiente attenzione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019etimo, si diceva. Pensavo derivasse &#8211; come quasi tutto &#8211; dal latino o dal greco, mentre deriva dal germanico&nbsp;<em>delikatessen,&nbsp;<\/em>riferito a \u201ccibo prelibato\u201d. L\u2019indizio etimologico \u00e8 interessante perch\u00e9 ne circoscrive l\u2019ambito dell\u2019origine al gusto, quindi alla stimolazione dei sensi.<\/p>\n\n\n\n<p>Non mi interessa questa sua particolare declinazione quanto piuttosto il suo senso pi\u00f9 lato, quasi filosofico: \u00e8 la delicatezza esistenziale che cerco. La cerco, naturalmente, perch\u00e9 ne vedo assai poca e non trovo interessante ci\u00f2 di cui c\u2019\u00e8 abbondanza ma il suo esatto opposto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi, si diceva, bisogna percepire la delicatezza, che non ti si presenta luminosa e abbacinante di fronte, o non lo fa come qualsiasi altra cosa capiti di osservare in quest\u2019era. Per questo la trovo cos\u00ec anti-storica e non contemporanea, poich\u00e9 non assimilata dal linguaggio corrente. Oggi si vede, si ascolta, si assaggia, si tocca solo ci\u00f2 che grida la sua presenza, non ci\u00f2 che bisogna saper ascoltare ma ci\u00f2 che urla di voler essere ascoltato. Non \u00e8 una differenza sottile. \u00c8 un diverso tipo di ascolto.<\/p>\n\n\n\n<p>Si dice che bisognerebbe gustare i cibi senza sale, come dire \u201cin purezza\u201d. Il sale \u00e8 un esaltatore di sapidit\u00e0, cio\u00e8 amplifica il gusto dei cibi. Il sale serve ad alzare il loro volume, a farceli assaporare senza sforzarsi di coglierne le sfumature.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Alzare il volume significa per\u00f2 anche perdere molti livelli di profondit\u00e0 di qualcosa. Il volume nella musica \u00e8 spesso nemico dell\u2019ascolto, non fa sentire meglio, fa solo sentire pi\u00f9 forte. La dinamica del suono \u00e8 qualcosa di molto pi\u00f9 sottile e, appunto, delicato e il volume copre la dinamica, la appiattisce, la zittisce.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 pi\u00f9 interessante la dinamica del suono, pi\u00f9 che il suo volume. O, in altri termini, \u00e8 pi\u00f9 interessante il volume spaziale che una musica crea piuttosto che la sua potenza acustica (altrimenti detto volume).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">***<\/p>\n\n\n\n<p>Quando medito ascolto il mio corpo. Durante il giorno in realt\u00e0 lo sento solo se qualche sua parte duole. Quello che si ascolta (percepisce) \u00e8 in realt\u00e0 la deviazione dalla percezione considerata normale, che \u00e8 uno stato in cui non si percepisce niente di particolare. \u201cNormale\u201d infatti \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 conforme alla norma, senza deviazioni, senza picchi negativi o positivi che richiedano ascolto o attenzione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La normalit\u00e0, si sar\u00e0 capito, non c\u2019entra con la delicatezza. La delicatezza \u00e8 coperta dalla normalit\u00e0, \u00e8 percepibile solo se si ascolta molto attentamente. D\u2019altro canto la delicatezza \u00e8 una vibrazione, una debole oscillazione, un minuto riverbero che si coglie solo con molta attenzione. In quel leggerissimo movimento sta tutta la differenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto d\u2019essere silenziosa e poco evidente potrebbe far pensare che la delicatezza sia poco importante. In realt\u00e0 \u00e8 l\u2019esatto contrario. Se a qualcosa di evidente e categorico (e urlante) si toglie tanto o poco delle sue caratteristiche, poco cambia: la cosa resta sempre a urlare, trova il suo modo per farsi sentire. Se a una cosa delicata si toglie qualcosa le manca improvvisamente l\u2019equilibrio, smette di essere quella cosa delicata, non \u00e8 pi\u00f9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Basta pensare a una musica di Bach o di Mozart: son fatte di tante note, cosa mai potr\u00e0 succedere se se ne sposta o se ne toglie qualcuna? Succede che non sono pi\u00f9 perfette, o non sono pi\u00f9 e basta. Sono altre cose, imperfette.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi la delicatezza non \u00e8 affatto poca cosa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La delicatezza definisce la differenza fra una cosa perfetta e una cosa imperfetta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 vero:\u00a0<a href=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/perfezione\" title=\"\">avevo scritto che la perfezione \u00e8 noiosa<\/a>\u00a0ma \u00e8 di un tipo diverso di perfezione che parlo. Quella definita dalla delicatezza \u00e8 la perfezione dell\u2019equilibrio, \u00e8 l\u2019armonia di ogni parte che costituisce qualcosa, \u00e8 la nota al posto giusto, \u00e8 il segno sulla tela esattamente in quel punto e non un millimetro pi\u00f9 in l\u00e0. La perfezione noiosa \u00e8 l\u2019assenza di difetti, \u00e8 un\u2019immagine mortifera che non lascia pensare che vi possa essere evoluzione. La delicatezza \u00e8 invece un equilibrio dinamico, fatto di parti che si muovono secondo regole precise, come in una Partita di Bach o in un\u2019aria di Mozart e Da Ponte.<\/p>\n\n\n\n<p>Scrivo della delicatezza perch\u00e9 mi sembra sempre pi\u00f9 difficile coglierla, e allo stesso tempo mi sembra che i nostri sensi siano sempre meno capaci di vederla.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 per\u00f2 trovarla in luoghi mentali e fisici precisi: ha bisogno di silenzio, rifugge il disturbo, gli estremi, il duro e il morbido, sta lontana dall\u2019eccesso di ogni tipo. Come dicevo all\u2019inizio, oscilla e vibra, debolmente. Per percepirla bisogna acuire i sensi, bisogna ascoltare, bisogna fare silenzio.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una cosa inusuale<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":39431,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[199,415,429],"tags":[484,396,349,357],"class_list":["post-39430","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-creativita","category-pensiero-lungo","category-umanesimo","tag-delicatezza","tag-gusto","tag-meditazione","tag-perfezione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39430","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39430"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39430\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39431"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39430"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39430"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39430"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}