{"id":38898,"date":"2023-01-06T22:29:39","date_gmt":"2023-01-06T22:29:39","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=38898"},"modified":"2023-01-30T11:47:59","modified_gmt":"2023-01-30T11:47:59","slug":"montagne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/montagne","title":{"rendered":"Montagne"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un bel film adesso al cinema: si chiama \u201cLe Otto Montagne\u201d ed \u00e8 fedelmente tratto dall\u2019omonimo libro di Paolo Cognetti. Quando guardo un film tratto da un libro che conosco bene e che ho amato cerco di non aspettarmi niente: dovrei dimenticarmi prima il libro per rinnovare eventualmente l\u2019incanto o, se non ci riesco, dovrei non pensare al libro. Il rischio \u00e8 di essere delusi o di trovare deludente il libro a posteriori (nel caso il film riesca a essere pure meglio). In questo caso posso solo dire che il film \u00e8, appunto, fedelissimo. A tal punto da essere precisamente il film che mi ero fatto in testa leggendo il libro (mi faccio sempre film in testa, sono una persona molto visiva, o visuale, o come si dice).<\/p>\n\n\n\n<p>Non so dire se questo sia un problema o meno: pu\u00f2 significare che il regista (o i registi, in questo caso) non c\u2019hanno messo molto di loro e non hanno interpretato, oppure che hanno rispettosamente dato un\u2019immagine &#8211; la pi\u00f9 precisa possibile &#8211; alle parole.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In questo caso trovo che sia un pregio che il film stia un passo indietro al libro, anche perch\u00e9 lo fa con intelligenza. Il libro aveva (ha) mille sfumature e sottintesi che \u00e8 difficile rendere nell\u2019azione filmica e invece quella voce interiore del protagonista Pietro si sente e spiega quella vicenda, ne d\u00e0 una profondit\u00e0. Il film \u00e8 apparentemente didascalico o piatto, oppure solo lineare e aderente nella narrazione: in realt\u00e0 riesce a costruire un edificio complesso e pieno di profondit\u00e0 e luci e ombre e materiali per dare una forma possibile a un libro in cui la montagna \u00e8 la protagonista silenziosa ma sempre presente come la gravit\u00e0 dell\u2019amicizia fra due uomini, e di come sono diversi e pertanto attratti l\u2019uno dall\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto per\u00f2, come nei migliori libri (e film) in cui un altro possibile protagonista \u00e8 il lettore (o lo spettatore), ci sono io, in rappresentanza di chi ha letto il libro o visto il film.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio criterio di valutazione di un libro o di un film o di qualsiasi opera d\u2019ingegno \u00e8 molto semplice: se ci penso dopo averlo chiuso o visto, allora ha una qualche qualit\u00e0 perch\u00e9 ha attivato qualcosa nella mia mente. Il bello di questo sistema \u00e8 che vale sia per le cose belle che le brutte, sia per ci\u00f2 che mi \u00e8 piaciuto che per ci\u00f2 che non mi \u00e8 piaciuto: se ci penso ancora a giorni di distanza allora quelle cose hanno una qualit\u00e0. Almeno per me.<\/p>\n\n\n\n<p>Le Otto Montagne mi hanno messo di fronte, ancora una volta, al rapporto conflittuale che ho con la montagna. E parlo del senso filosofico della montagna, non della montagna in s\u00e9. (La montagna \u00e8 ovviamente ignara di avere un senso filosofico, quello ce lo vede solo l\u2019uomo: la montagna sta, e basta).<\/p>\n\n\n\n<p>Le montagne sanno di essere montagne, noi non sappiamo cosa siamo o cosa voglia dire essere noi stessi (c\u2019\u00e8 differenza). Loro stanno immobili e noi ne siamo attratti perch\u00e9 sembrano avere risposte. Forse lo pensiamo, perch\u00e9 non credo che loro nemmeno se le pongano delle domande: sanno cosa sono, e noi non sappiamo cosa siamo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le montagne sono metafore della staticit\u00e0 (o del lentissimo e impercettibile cambiamento) e questo ci attrae. Noi scorriamo in un fiume, anzi il fiume ci fa scorrere, noi ne siamo solo trasportati, al pi\u00f9 riusciamo ogni tanto a cambiare direzione. Noi umani apparteniamo al mondo del cambiamento, ci evolviamo o involviamo, cambiamo anche senza volerlo perch\u00e9 siamo cambiati. Resistiamo al cambiamento perch\u00e9 non vogliamo perdere quelle poche labili certezze che abbiamo, ben sapendo che non ve ne sono.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le montagne stanno l\u00ec, da decine di migliaia di millenni. Devono avere delle risposte che noi non riusciamo a capire ma sappiamo che le hanno. E allora le scaliamo, le camminiamo, le vogliamo conquistare anche se loro hanno da sempre conquistato noi, ci hanno fatto ombra, ci hanno protetto o lasciati indifesi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro estremo filosofico di questa narrazione \u00e8 il mare, che \u00e8 indefinito per definizione: si congiunge con l\u2019orizzonte in un punto lontano che \u00e8 una linea ma non ha misura, potrebbe essere centinaia, migliaia, decine di migliaia di chilometri pi\u00f9 in l\u00e0. Cos\u00ec tanti che non ha senso pensare a quanti siano. Una montagna ha invece una forma e una dimensione. La vedi ed \u00e8 l\u00ec. E dopo che hai pensato che \u00e8 l\u00ec pensi a da quanti millenni \u00e8 l\u00ec, cos\u00ec, in quella forma. In s\u00e9 trattiene e contiene la forza che l\u2019ha plasmata in quella forma, che da piatta placca l\u2019ha elevata a quelle altezze. In quella forza trattenuta c\u2019\u00e8 imprigionato il tempo. Il tempo che c\u2019\u00e8 voluto per costruire quella montagna in quella forma.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mare ti d\u00e0 l\u2019impressione di avere milioni di risposte tanto quanto sa essere infinito e mutevole, la montagna no, o se le ha le trattiene nella roccia di cui \u00e8 fatta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ho anche capito che la montagna non mi rifiuta e non \u00e8 nemmeno vero che affinch\u00e9 ti accetti devi conoscerla e conoscere i nomi delle sue vette: i nomi delle cose sono affari umani e le montagne non sono umane. Rispettare la montagna vuol dire non lasciare tracce &#8211; dice la saggezza popolare &#8211; significa non modificare il suo equilibrio ma non credo che la montagna si curi di quello che facciamo, siamo un pulviscolo su di lei, siamo poca cosa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Guardo la montagna che non dandomi risposte mi dice l\u2019unica cosa importante: niente \u00e8 davvero importante in senso assoluto. Io sono una montagna e sto cos\u00ec, da centinaia di migliaia di anni. Non mi faccio domande ma sto, e cos\u00ec sia.<\/p>\n\n\n\n<p>Una montagna non ha risposte perch\u00e9 quando la interroghi non ti dice che non ci sono risposte, ma che le risposte non hanno senso. Ce l\u2019hanno qui e ora, ma in un tempo infinito non hanno alcuna importanza. In relazione a noi stessi forse, ma in senso assoluto e in una scala temporale lunghissima non ce l\u2019hanno. Le montagne sanno di essere montagne e noi uomini sappiamo di essere uomini ma non ne capiamo bene il senso. Forse anche la montagna ci guarda e pensa a cosa siamo. Non si chiede perch\u00e9 siamo cos\u00ec. Nella sua dimensione temporale niente ha senso se non essere una montagna. Sapendo di esserlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse l\u2019unica risposta \u00e8 che bisogna accettare che il tempo ti modifichi. La risposta \u00e8 che dobbiamo diventare montagne, e dimenticare di essere uomini.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le Otto di Paolo Cognetti (e del film tratto dal libro) e le montagne filosofiche<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":38899,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[149,209,115,415],"tags":[463,462],"class_list":["post-38898","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cinema","category-italia","category-letteratura","category-pensiero-lungo","tag-le-otto-montagne","tag-paolo-cognetti"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38898","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38898"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38898\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38899"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38898"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38898"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38898"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}