{"id":38829,"date":"2022-12-07T16:37:17","date_gmt":"2022-12-07T16:37:17","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=38829"},"modified":"2025-04-24T09:08:11","modified_gmt":"2025-04-24T09:08:11","slug":"ironia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/ironia","title":{"rendered":"Ironia"},"content":{"rendered":"<p>Una volta mi dissi che l\u2019ironia era uno strumento esistenziale povero e codardo. Mi pareva che usarla fosse un modo pavido per non confrontarsi con la realt\u00e0, come mettere una coperta scura sulla verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Col senno di poi e qualche anno in pi\u00f9 ho imparato ad amarla per quello che \u00e8: un formidabile meccanismo mentale capace di intrecciare livelli di elaborazione intellettuale distanti fra di loro, generando nel contempo nuovi oggetti mentali.<\/p>\n\n\n\n<p>In verit\u00e0 l\u2019ironia a cui pensavo era quella pi\u00f9 degenere, cio\u00e8 la dissimulazione della verit\u00e0, quel modo viscido di celarla per timore che risplenda troppo o che ferisca. A questi mezzi preferivo piuttosto la categorica enunciazione del&nbsp;<em>sic stantibus rebus:&nbsp;<\/em>dato che cos\u00ec \u00e8, che cos\u00ec sia. Chiamavo insomma ironia quello che \u00e8 piuttosto un atteggiamento ironico che continuo a considerare sgradevole: per esempio trovo che essere autoironici spesso celi un alto e magari ingiustificato concetto di s\u00e9 che viene depotenziato con un sorriso che vuole nascondere la vera natura delle cose. Trovo insomma che vi sia pi\u00f9 onest\u00e0 nell\u2019essere presuntuosi che nel fingere di non esserlo nascondendosi dietro l\u2019ironia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ironia non pu\u00f2 infatti prescindere da alcuni elementi per essere tale: contiene sempre frammenti di verit\u00e0, solo che li rimescola in modo da farne vedere solo un po\u2019, illuminandoli con una luce che li fa sembrare altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi trovo molto pi\u00f9 interessante il processo da cui scaturisce l\u2019ironia. Lo \u00e8 per svariati motivi ma soprattutto perch\u00e9 ha una natura complessa dal punto di vista concettuale. L\u2019ironia infatti agisce a un livello cognitivo complesso. Usando strumenti come i paragoni o il linguaggio figurato non potrebbe essere altrimenti: coloro che sono ironici e chi capisce l\u2019ironia la afferrano perch\u00e9 la rielaborano e ne capiscono la chiave di lettura. Oltre al fatto che ogni ironia rimanda a qualcos\u2019altro, cio\u00e8 dice una cosa per intenderne un\u2019altra.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">IA<\/h4>\n\n\n\n<p>Ci pensavo anche in riferimento all\u2019Intelligenza Artificiale, specie quella applicata al linguaggio. Per quanto i progressi fatti negli ultimi anni e per quanto sia sempre pi\u00f9 raffinata nel comprendere ci\u00f2 che diciamo e vogliamo e chiediamo, un suo limite resta (per ora) la sua incapacit\u00e0 creatrice. La IA pu\u00f2 capire e rispondere con pertinenza ma non pu\u00f2 creare concetti. O quantomeno non ne pu\u00f2 creare di coerenti o originali. Oppure di assemblati con parti esistenti ma in una forma inedita e congruente. E l\u2019ironia \u00e8 un concetto di questo tipo: \u00e8 composta da parti e, per funzionare, deve rispondere a definiti requisiti.<\/p>\n\n\n\n<p>I meme, per esempio, sono rappresentazioni visive di concetti che non sono comprensibili di per s\u00e9 ma solo in relazione a un contesto molto pi\u00f9 vasto. Per capire un meme bisogna conoscere non solo il suo riferimento primario (un\u2019immagine celebre, l\u2019espressione di chi \u00e8 ritratto in una foto, un disegno) ma anche quello secondario, e cio\u00e8 l\u2019universo culturale a cui si riferisce il testo che li accompagna. I meme sono una buona rappresentazione dell\u2019ironia: per certi versi sono costruiti con un meccanismo simile a quello dell\u2019ironia, ossia quello dell\u2019assemblaggio di ambiti semantici diversi che, grazie alla sintesi operata dalla mente, magicamente dialogano fra di loro e&nbsp;<em>hanno un senso.&nbsp;<\/em>Eppure ce l\u2019hanno solo a patto che l\u2019osservatore possieda la chiave di lettura, cio\u00e8 che colga i fili che collegano gli elementi (che capisca il messaggio iconografico e quello grafico di un meme) e che li sintetizzi, in modo da poter vedere quale oggetto mentale si \u00e8 creato con quel processo.<\/p>\n\n\n\n<p>La manifestazione della efficacia dell\u2019ironia \u00e8 il sorriso di chi la coglie. Per questo non temer\u00f2 l\u2019Intelligenza Artificiale fintanto che non sapr\u00e0 cogliere l\u2019ironia e riderne. Per saperlo fare dovr\u00e0 avere una capacit\u00e0 per ora nota solo al cervello umano, e cio\u00e8 quella di saper cogliere i significati ulteriori delle cose e delle immagini e di poterli assemblare in modo coerente.<\/p>\n\n\n\n<p>Immagino che chi si occupa oggi di IA stia facendo anche questo: stia addestrandola ad andare oltre il significato letterale per addentrarsi in quello laterale. Solo il cervello umano \u00e8 capace di muoversi fra diversi piani di significato e, quando ci riesce, spesso ne ride. Perch\u00e9 il funzionamento perfetto di un ragionamento d\u00e0 gioia, e percepire il clic del meccanismo ironico non pu\u00f2 che far sorridere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Temo solo l\u2019Intelligenza Artificiale che sa far ridere e soprattutto che ride. Non perch\u00e9 \u00e8 programmata per farlo ma perch\u00e9 ha capito cosa c\u2019\u00e8 da ridere.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 una specie di optional mentale, infatti non tutti la posseggono<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":38830,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[415,429],"tags":[505,507,449,404],"class_list":["post-38829","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pensiero-lungo","category-umanesimo","tag-ai","tag-ia","tag-ironia","tag-mente"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38829","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38829"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38829\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41477,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38829\/revisions\/41477"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38830"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38829"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38829"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38829"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}