{"id":38817,"date":"2022-11-23T08:39:35","date_gmt":"2022-11-23T08:39:35","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=38817"},"modified":"2022-12-15T14:49:48","modified_gmt":"2022-12-15T14:49:48","slug":"fallimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/fallimento","title":{"rendered":"Fallimento"},"content":{"rendered":"<p>A un certo punto dovrei iniziare a considerare la mia totale incapacit\u00e0 di fare soldi come un grande successo. A non aver successo economico insomma ho da anni grandissimo successo. Forse vedendolo cos\u00ec potrei riuscire a cambiare il rapporto che ho non tanto col denaro quanto con i modi per farlo e la mia cecit\u00e0 nel vedere le opportunit\u00e0 che altri evidentemente vedono in maniera molto chiara.<\/p>\n\n\n\n<p>Dovrei insomma riconsiderare quello che \u00e8 a tutti gli effetti un fallimento al rallentatore: cio\u00e8 quello del non capire o sapere come mettere a frutto i miei talenti. Nella mia vita non ci sono infatti n\u00e9 ci sono stati momenti precisi in cui il fallimento mi si \u00e8 presentato tendendomi la mano e dicendo \u201cSalve, sono il fallimento\u201d ma si \u00e8 trattato piuttosto di una sorta di basso continuo, di rumore di fondo che ha accompagnato molte mie imprese: tutte, sin qui, inevitabilmente destinate a non trasformarsi mai in clamorosi o timidi successi, ma semmai in qualcosa di variabilmente decente, persino buono e, qualora promettente, senza mai alcuna conseguenza o sviluppo. Non voglio dire con ci\u00f2 di avere ammassato una non invidiabile collezione di fallimenti: tutti bene o male ne hanno e parlarne non nuoce. Dico piuttosto che mi pare spesso di non aver messo a frutto certi talenti, o di averne immodestamente qualcuno, a parte quello di farci soldi (con gli altri talenti).<\/p>\n\n\n\n<p>La cosa curiosa \u00e8 che, a ben pensarci, ho sempre avuto un rapporto splendido col fallimento. Non che lo cerchi scientificamente, intendiamoci. Dico solo che, quando mi sono trovato nella stessa stanza con lui, non mi sono mai sentito triste o depresso, anzi: il fallimento &#8211; quel preciso momento in cui capisci che una cosa a cui tenevi semplicemente non funziona o \u00e8 morta &#8211; ha sempre agito al contrario su di me: ogni fallimento ha sempre stimolato una reazione opposta, di orgoglio e di desiderio di rivincita. Quindi, dovrei dedurne, niente mi ha mai motivato pi\u00f9 del fallimento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 forse per questo che non l\u2019ho cercato &#8211; ovviamente &#8211; ma altrettanto non mi ha mai abbattuto constatare di aver fallito. Mi ha piuttosto sempre fatto l\u2019effetto opposto: mi ha stimolato a cambiare direzione o a volte anche a proseguire su quella (temporaneamente) fallimentare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sar\u00e0 perch\u00e9 ho capito quanto sia interessante sbagliare: lo sbaglio porta spesso con s\u00e9 il seme della possibilit\u00e0 e l\u2019errore \u00e8 spesso un messaggio che bisogna saper ascoltare. In genere dice, semplicemente, che la strada intrapresa non \u00e8 giusta, altre volte mostra percorsi alternativi, molto pi\u00f9 interessanti della via maestra.<\/p>\n\n\n\n<p>Del resto la nostra cultura ha sempre legato il fallimento all\u2019errore, e li ha sempre avvolti nello stigma del rifiuto: chi fallisce \u00e8 socialmente poco accettato, se ha fallito \u00e8 per manifesta incapacit\u00e0. Il fallimento insomma \u00e8 percepito come la certificazione dell\u2019inettitudine pi\u00f9 che un malanno transitorio. Del resto vengono celebrate le persone di successo (quasi sempre economico, o anche scientifico e artistico ma &#8211; si noti &#8211; solo perch\u00e9 di questi successi esiste una traduzione economica), come vere divinit\u00e0 umane, in mancanza di quelle divine.<\/p>\n\n\n\n<p>Il successo \u00e8 poi sempre interpretato a posteriori, come se il fatto che si sia concretizzato fosse l\u2019inevitabile conseguenza di un piano ben eseguito. Eppure ho l\u2019impressione che nessun piano perfetto eseguito due o mille volte condurrebbe sempre allo stesso esito. Se Bezos ripartisse dal punto zero di Amazon, oggi Amazon sarebbe inevitabilmente diversa da quella che \u00e8 e forse Kubrick rifarebbe Shining allo stesso modo ma con esiti diversi. Il successo (inteso come l\u2019opposto del fallimento) non \u00e8 insomma&nbsp;<em>solo&nbsp;<\/em>dipendente da costanti ma anche da varianti, in particolare una: il tempo. Il contesto &#8211; che \u00e8 il dispiegarsi del tempo, essendone la sua manifestazione &#8211; decreta il successo o meno di una formula. E lo dimostrano tanti che non ne hanno avuto, pur avendo fatto quello che hanno fatto altri dopo di loro,&nbsp;<em>ma in un tempo diverso.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Voglio con ci\u00f2 dire che i miei fallimenti sono solo l\u2019esito di un piano ben eseguito ma nel tempo sbagliato? No, affatto. \u00c8 probabile che siano solo la conseguenza di piani mal congegnati e del resto tutto \u00e8 relativo: Bezos ha avuto successo economico ma chiss\u00e0 quanti fallimenti ha avuto nel frattempo. Probabilmente il successo di uno ha eclissato tanti altri fallimenti. E ci\u00f2 conduce all\u2019ultimo punto, e cio\u00e8 che il successo \u00e8 relativo, cos\u00ec come il fallimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Si dice \u201cNon lasciare che i tuoi errori ti definiscano\u201d e bisognerebbe aggiungere \u201cIntendili invece come indizi che la retta via ti ha predisposto\u201d. Il fallimento \u00e8 infatti uno scarto rispetto alla retta via (quella del successo) ma se non esistesse questa non esisterebbe nemmeno il fallimento, poich\u00e9 non esiste deviazione se non vi \u00e8 in primo luogo direzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 forse per questo che non ho mai vissuto i fallimenti come delle sentenze ma piuttosto come delle correzioni di rotta, o delle deviazioni repentine. Bisogna saper ascoltare il fallimento, cos\u00ec come lo sportivo dovrebbe imparare pi\u00f9 dalle sconfitte che dalle vittorie. \u201cLe vittorie si dimenticano presto, i fallimenti durano per sempre\u201d, non ricordo chi disse. \u00c8 infatti in questa dimensione temporale che viviamo immersi: quella in cui persistono gli errori e non i successi. I successi devi richiamarli alla memoria, i fallimenti son sempre vivi.<\/p>\n\n\n\n<p>A dimostrazione che il successo non pu\u00f2 sempre essere pianificato, o che il fallimento pianificato pu\u00f2 rivelarsi tutt\u2019altro che tale, ricordo uno stupendo film di Mel Brooks intitolato \u201cThe Producers\u201d. Un impresario teatrale e il suo contabile capiscono che un fallimento colossale potrebbe essere paradossalmente pi\u00f9 proficuo di un successo e allora decidono di mettere in scena uno spettacolo programmato per essere un disastro atroce: un musical su Hitler. Che ovviamente si rivela talmente assurdo nel presentare in maniera apologetica il pazzo nazista da venir inteso come una parodia sarcastica, finendo per diventare un clamoroso successo. Come dire che pianificando un fallimento scientifico si pu\u00f2 finire per creare un\u2019opera che \u00e8 l\u2019esatto opposto, perch\u00e9 il successo, appunto, non dipende solo da fattori prevedibili, mentre il fallimento ha un senso dell\u2019ironia molto spietato. E, se sei bravo, ti fa ridere di te stesso e dell\u2019ingenuit\u00e0 con cui pensavi che tutto dipendesse da te. Perch\u00e9 il tempo non ha molta ironia: procede per la sua strada e non si cura di chi incontra.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come conviverci e farselo amico<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":38818,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[415],"tags":[445],"class_list":["post-38817","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pensiero-lungo","tag-fallimento"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38817","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38817"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38817\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38818"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38817"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38817"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38817"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}