{"id":38779,"date":"2022-11-14T15:30:00","date_gmt":"2022-11-14T15:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=38779"},"modified":"2023-05-11T22:22:52","modified_gmt":"2023-05-11T22:22:52","slug":"semplice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/semplice","title":{"rendered":"Semplice"},"content":{"rendered":"<p>Di due artisti che ho avuto la fortuna di conoscere, ricordo e ricorder\u00f2 le opere e ci\u00f2 che mangiavano. O come lo mangiavano. \u00c8 gi\u00e0 un modo curioso &#8211; me ne rendo conto &#8211; di parlare di un artista, cio\u00e8 dire cosa e come mangi eppure come e ci\u00f2 che si mangia dicono molte cose di una persona.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo era Alessio Tasca, uno straordinario ceramista. Mangiava in ciotole, immagino, di sua stessa produzione. Mangiava cose semplici e non apparecchiava nemmeno. I pasti che offriva agli amici che lo andavano a trovare nel suo laboratorio di Nove vicino a Bassano del Grappa erano frugali (la frugalit\u00e0 \u00e8 un tratto di questi artisti ed \u00e8 una dimensione a cui tendo &#8211; la frugalit\u00e0 rende tutto leggero o d\u00e0 a tutto il giusto peso, cio\u00e8 il minor peso possibile): un bicchiere di rosso, qualche pezzo di formaggio e pane, una ciotola con una zuppa.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche Fulvio Testa &#8211; straordinario pittore e acquerellista &#8211; preparava (prepara tutt\u2019ora, essendo ancora vivente, anche se \u00e8 qualche anno che non lo vedo) zuppe casalinghe. Non c\u2019era trascuratezza in quei cibi quanto piuttosto la saggezza dell\u2019essenza migliore che si poteva ottenere da ingredienti semplici.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni pasto con loro aveva qualcosa di letterario, nel senso che avrebbe potuto descriverlo uno scrittore: le pietanze, la messa in tavola, l\u2019atmosfera, le conversazioni, la musica. La semplicit\u00e0, sopra tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Come e cosa una persona mangia descrive &#8211; dicevo &#8211; la persona stessa. Chi mangia voracemente dice pi\u00f9 di chi misura il bisogno di nutrirsi e lo soddisfa. Mangiare troppo &#8211; al di l\u00e0 dell\u2019esprimere un\u2019evidente nevrosi &#8211; manifesta anche un rapporto particolare con il tempo e con il temperamento: mangia troppo chi non \u00e8 in pace con se stesso e chi diffida che il futuro gli riserver\u00e0 altro di cui cibarsi, e allora ingolla oggi, ora tutto il possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>La nostra societ\u00e0 mangia cos\u00ec, oggi mangiamo cos\u00ec: consumiamo, ci appropriamo delle cose, le copuliamo violentemente alla fine non celebrandole, non indugiando sul loro sapore, sulla loro consistenza, sulla loro natura. Mangiare \u00e8 ormai un atto politico, un\u2019espressione di potere (anche se i politici non amano essere fotografati mentre mangiano, lessi una volta. Forse proprio perch\u00e9 mangiare \u00e8 rivelatorio della propria intima natura, non amano essere osservati mentre lo fanno).<\/p>\n\n\n\n<p>Ho letto una bellissima riflessione in questi giorni. \u00c8 di Fr\u00e9d\u00e9ric Beigbeder e dice:<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>La gente felice non consuma.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>\u0116 un altro modo di dire che la felicit\u00e0 non consuma ma valorizza, non possiede ma riconosce il valore, non distrugge ma trasforma. \u201cConsumare\u201d &#8211; che poi definisce l\u2019attore capitalista per eccellenza, assieme al capitalista, e cio\u00e8 il consumatore &#8211; \u00e8 un\u2019azione negativa. Si consuma non lasciando altro o producendo scarti: il consumatore trasforma ci\u00f2 che ha valore economico (ci\u00f2 che ha acquistato) in qualcosa che non ha pi\u00f9 alcun valore. \u0116 l\u2019esito di un consumo, \u00e8 quindi uno scarto. Il consumatore \u00e8 il fine del mercato ma \u00e8 anche un vicolo cieco: non produce alcun valore ma consuma e scarta e basta.<\/p>\n\n\n\n<p>Bisognerebbe offendersi di essere definiti consumatori.<\/p>\n\n\n\n<p>La gente felice, dicevamo, d\u00e0 valore alle cose. Mangia e vive, ovviamente, ma ha il senso della misura e la consapevolezza di ci\u00f2 che le serve. Non vuole possedere perch\u00e9 possedere significa essere posseduti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci pensavo anche in relazione alla vita e alla sapienza. Riflettevo insomma sul cosa significa essere saggi. Chi \u00e8 saggio? Mi sono dato questa risposta:<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:24px\"><em>Saggio \u00e8 chi si cura sempre di meno di molte cose. Chi si cura solo di ci\u00f2 che \u00e8 veramente importante. Saggio \u00e8 colui che lascia andare ed \u00e8 sempre pi\u00f9 leggero.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Il saggio \u00e8 felice? Forse. Potrei dire che forse \u00e8 sereno, che \u00e8 una condizione che assomiglia alla felicit\u00e0 e che a questa preferisco. La felicit\u00e0 \u00e8 temporanea, \u00e8 un fuoco che si spegne presto. La serenit\u00e0 \u00e8 lunga perch\u00e9 \u00e8 costruita e meditata e amata: la serenit\u00e0 \u00e8 priva di umori, quindi \u00e8 fatta di cose essenziali, di cose di cui si riconosce il valore, di cose prese in prestito, anche. La serenit\u00e0 non possiede n\u00e9 vuole possedere perch\u00e9 &#8211; in quanto assenza di umori (sereno \u00e8 un cielo sgombro da nubi) &#8211; \u00e8 limpida, non ha gravit\u00e0, non pesa in s\u00e9 e non pesa in chi la vive.<\/p>\n\n\n\n<p>Invecchiare nella saggezza vuol dire insomma liberarsi delle cose invece che accumularle. Assaporare invece che consumare. Godere invece che copulare (le cose).<\/p>\n\n\n\n<p>La saggezza \u00e8 un processo di sottrazione, non di addizione. La sottrazione produce la semplicit\u00e0 perch\u00e9 elimina ci\u00f2 che \u00e8 superfluo. Ci\u00f2 che resta dalla sottrazione \u00e8 ci\u00f2 che conta veramente: \u00e8 la semplicit\u00e0.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La saggezza \u00e8 sottrazione<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":38780,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[91,415],"tags":[80,442,444,443],"class_list":["post-38779","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-pensiero-lungo","tag-arte","tag-felicita","tag-semplicita","tag-serenita"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38779","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38779"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38779\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38780"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38779"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38779"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38779"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}