{"id":38563,"date":"2022-09-12T15:09:00","date_gmt":"2022-09-12T15:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=38563"},"modified":"2022-10-31T22:51:00","modified_gmt":"2022-10-31T22:51:00","slug":"il-quadro-generale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/il-quadro-generale","title":{"rendered":"Il quadro generale"},"content":{"rendered":"<p><em>Le cose e i collegamenti fra le cose<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Una delle mie ossessioni buone \u00e8 tentare di capire come una cosa \u00e8 collegata a un\u2019altra e come tutte sono &#8211; in modi pi\u00f9 o meno espliciti &#8211; collegate fra di loro. Molti non riescono a inquadrare il contesto in cui succedono le cose, n\u00e9 anzi a immaginare che questo contesto esista.<\/p>\n\n\n\n<p>In inglese si dice \u201cThe Big Picture\u201d, cio\u00e8 il quadro generale, l\u2019affresco in cui fatti e accadimenti sono visibili su uno stesso piano, manifestando cos\u00ec i legami fra di loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta sentii questa storia, raccontata dagli economisti di Freakonomics. Una loro intuizione permise di legare il tasso di criminalit\u00e0 negli USA in maniera direttamente proporzionale agli aborti garantiti dall\u2019approvazione del relativo diritto, che fino a un certo punto della storia non era dato. Non che lo fosse temporalmente, cio\u00e8: i due fenomeni non accadevano simultaneamente, ed era per questo che la correlazione non fu colta se non dopo un periodo mediamente lungo. Cosa accadde? Che il diritto all\u2019aborto comport\u00f2 una diminuizione delle nascite indesiderate, e quindi di figli indesiderati che, rifiutati in famiglia o spesso senza neanche una famiglia, statisticamente diventavano pi\u00f9 criminali che santi.<br><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Meno figli indesiderati = meno potenziali criminali = meno criminalit\u00e0.<br><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Il fenomeno, come detto, non era immediatamente visibile: ci vollero quasi due decenni per accorgersene e i pi\u00f9 non collegarono i due fatti, apparentemente slegati fra di loro, o meglio senza alcuna relazione diretta.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 un caso estremo di comprensione del quadro generale perch\u00e9 aggiunge alla componente di correlazione causale una certa profondit\u00e0 temporale. Non si tratta di collegare fatti disposti su un piano ma piuttosto nello spazio: in altre parole la Big Picture diventa tridimensionale.<\/p>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n\n\n\n<p><em>The Whole Earth Catalog<br><\/em>L\u2019esempio pi\u00f9 evidente e famoso di Big Picture \u00e8, letteralmente, \u201cLa Big Picture\u201d, ossia quella che appariva sulla copertina di The Whole Earth Catalog, pubblicato dal 1968 al 1971. Ideata da Steward Brand, si trattava di una pubblicazione modellata sulla traccia di un catalogo esistente di vendita per posta di abiti di buona qualit\u00e0. I prodotti venduti per\u00f2 &#8211; sostenuti dal solo costo di copertina e non sponsorizzati in alcun modo &#8211; erano in questo caso di vario genere e di ispirazione proto-ecologista. Quantomeno alla rivista viene universalmente attribuito il merito di aver cominciato a sensibilizzare l\u2019opinione pubblica sulle scelte di consumo consapevoli e sostenibili.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Ma non \u00e8 nemmeno questo che \u00e8 interessante, o non solo. La cosa pi\u00f9 interessante \u00e8 la copertina che riportava \u201cLa Big Picture\u201d, ossia la prima foto della Terra ripresa dallo spazio.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Quella foto &#8211; scattata dagli unici che al tempo potevano farlo, ossia la NASA &#8211; fu l\u2019esito di una campagna promossa dallo stesso Brand che chiese nel 1966 nel campus di Berkeley perch\u00e9 l\u2019agenzia spaziale americana non avesse mai rilasciato una foto del genere. Finch\u00e9 la ottenne. Lo scopo non era solo quello di ottenere una foto interessante ma piuttosto quello di mostrare un\u2019immagine dall\u2019elevatissimo valore scientifico quanto simbolico. Se da un lato infatti si trattava della prima visione complessiva della Terra, dall\u2019altro l\u2019immagine aveva anche la forza di dimostrare quanto il nostro pianeta fosse un unico corpo rotante in uno spazio nero e incognito. La differenza data dal colore scuro dello sfondo e dal blu dell\u2019acqua degli oceani o del bianco delle nuvole mostrava per la prima volta inequivocabilmente e potentemente quanto le differenze fra esseri umani fossero relative e quanto la nostra casa nel cosmo fosse un organismo fragile e da proteggere. Indicava, per altri versi, <strong>un fortissimo e innegabile senso di appartenenza.<\/strong><br><\/p>\n\n\n\n<p>Quella <em>big picture<\/em> aveva inoltre la capacit\u00e0 di mostrare in un istante l\u2019insieme di tutte le possibili e numerabili e nominabili connessioni fra gli esseri umani e le loro vicende. Quella foto mostrava, letteralmente, tutto.<br>Il pensiero lungo \u00e8 quello che non sta isolato, \u00e8 quello che manifesta le sue connessioni, \u00e8 quello che ha una lunga vita perch\u00e9 contiene mille e milioni di vite dentro s\u00e9. Il pensiero lungo \u00e8 alimentato dalle connessioni e non ha l\u2019ambizione o la presunzione di essere un tutto in s\u00e9. Il pensiero lungo ha un lungo respiro.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>O, come lo chiamano in inglese, \u201cThe Big Picture\u201d<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":38564,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[415,92],"tags":[417,420,419,418,416],"class_list":["post-38563","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pensiero-lungo","category-societa","tag-big-picture","tag-causalita","tag-connessioni-fra-le-cose","tag-quadro-generale","tag-whole-earth-catalog"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38563","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38563"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38563\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38564"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38563"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38563"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38563"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}