{"id":38544,"date":"2022-09-06T15:13:00","date_gmt":"2022-09-06T15:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=38544"},"modified":"2022-10-23T23:16:34","modified_gmt":"2022-10-23T23:16:34","slug":"ossessione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/ossessione","title":{"rendered":"Ossessione"},"content":{"rendered":"<p>Ogni citt\u00e0 contiene almeno tre citt\u00e0 diverse: la citt\u00e0 di giorno, quella di notte e quella che si vede dai tetti. Che poi sarebbero quattro, perch\u00e9 la citt\u00e0 che si vede dai tetti \u00e8 una di giorno e una di notte. Secondo questa tassonomia, Venezia contiene addirittura cinque (o sei) citt\u00e0, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 anche quella (quelle) vista dall\u2019acqua.<br>Gi\u00e0 questo sarebbe un interessante inizio quantistico e in una dimensione parallela c\u2019\u00e8 un me stesso che si ricorda perfettamente perch\u00e9 ho deciso di iniziare questo scritto che parla di tutt\u2019altro proprio dalle citt\u00e0 che ne contengono altre. So solo che l\u2019ho deciso una notte dell\u2019inizio di settembre, passeggiando dopo aver chiuso <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.einaudi.it\/catalogo-libri\/narrativa-italiana\/narrativa-italiana-contemporanea\/leon-carlo-lucarelli-9788806252342\/?utm_campaign=Il%20Pensiero%20Lungo%2C%20la%20newsletter%20di%20Martino%2FPietropoli&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=Revue%20newsletter\" target=\"_blank\">L\u00e9on di Carlo Lucarelli<\/a>. In testa c\u2019erano due parole che giocavano a carte: \u201ccitt\u00e0\u201d e \u201cossessione\u201d. Come la citt\u00e0 pu\u00f2 assumere molte forme e non ha un\u2019immagine definita, altrettanto le ossessioni: un nome le accomuna ma mille diverse vibrazioni le rendono diverse l\u2019una dall\u2019altra.<br>Per esempio: ci sono ossessioni buone e cattive. Ce ne sono di perniciose per il fisico e la mente di chi se le trascina (e, in definitiva, ne \u00e8 pure definito) ma che producono il bene, come un\u2019invenzione pu\u00f2 consumare chi l\u2019ha creata e beneficiare migliaia o milioni di persone. Poi ci sono le ossessioni cattive e basta, quelle che sfociano nel patologico, quelle che sono malate e basta.<br>Come l\u2019ossessione che anima la mente criminale di L\u00e9on. In cui c\u2019\u00e8 anche una citt\u00e0 &#8211; Bologna &#8211; spesso notturna, ma in realt\u00e0 descritta in equilibrio fra d\u00ec e notte, e anzi soggetta a una curiosa inversione per cui la notte fa meno paura del d\u00ec perch\u00e9 vi si vedono solo pochi dettagli e le anime che vi si aggirano dichiarano la loro natura luciferina, non sono ipocrite, non si nascondono. Il paradosso \u00e8 che alla luce del sole si vede meno di quanto si veda di notte. Che \u00e8 poi quello che vede uno dei protagonisti, Roberto, un tassista che esiste anche nella realt\u00e0 e che sta su Twitter dove si chiama <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/twitter.com\/RobertoRedSox\" target=\"_blank\">RobertoRedSox<\/a>.<br>Mi hanno sempre attratto le storie in cui una citt\u00e0 diventa una protagonista. In un altro libro che ho letto non molto tempo fa &#8211; <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/notizie-dalla-contemporaneita?utm_campaign=Il%20Pensiero%20Lungo%2C%20la%20newsletter%20di%20Martino%2FPietropoli&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=Revue%20newsletter\" target=\"_blank\">La citt\u00e0 dei vivi di Nicola Lagioia<\/a> &#8211; Roma \u00e8 un personaggio della trama, anche se una citt\u00e0 non parla e non interagisce. Eppure non \u00e8 una scena inerte: influenza chi ci vive, trasforma, esaspera i caratteri. Quelle persone non sarebbero cos\u00ec e non agirebbero cos\u00ec se non vivessero proprio in quella citt\u00e0.<br>\/\/\/<br>Ed \u00e8 a questo punto che arriva la seconda parola che mi ronzava in testa quella notte, mentre camminavo nella mia citt\u00e0: \u201cossessione\u201d. L\u2019ossessione \u00e8 uno stato mentale magnetico: quando se ne \u00e8 soggetti non si riesce a pensare ad altro, \u00e8 la bocca del vulcano che non vorremmo mai guardare per timore di esserne risucchiati.<br>Eppure l\u2019ossessione non ha sempre una valenza negativa. Me ne sono reso conto chiedendomi perch\u00e9 un libro che parla di un caso di cronaca molto cruento mi attirasse, al di l\u00e0 della qualit\u00e0 della scrittura. Perch\u00e9 ci attira l\u2019ossessione, qualsiasi sembianza prenda? Per capirlo ho pensato a un altro tipo di persona ossessionata dal quale siamo attratti: \u00e8 quell\u2019individuo estremamente focalizzato in ci\u00f2 che fa &#8211; non a caso si dice \u201cche \u00e8 ossessionato da\u201d, dando una connotazione prevalentemente positiva all\u2019espressione &#8211; e che ottiene risultati, di qualsiasi genere ma riconosciuti dalla societ\u00e0 come degni di nota, meritevoli, rilevanti.<br>Dove avviene lo scarto fra l\u2019ossessione del buono e quella del cattivo? Perch\u00e9 l\u2019ossessione di alcuni diventa forza assassina, a un certo punto?<br>\/\/\/<br>Se si sommano l\u2019ossessione e la citt\u00e0 si ottiene un risultato strano: si ottiene la paura. O almeno, uno dei risultati \u00e8 la paura. Quella del buio, quella dell\u2019ignoto, quella della notte. Di notte non si vede o non si distingue bene la realt\u00e0. La paura riempie gli interstizi fra il visibile e l\u2019invisibile. La paura \u00e8 una forma primordiale di ansia, o l\u2019ansia \u00e8 una forma civilizzata di paura, a seconda di come la si voglia vedere. Con l\u2019ansia abbiamo un rapporto quotidiano, la viviamo con pi\u00f9 o meno intensit\u00e0 a seconda del carattere ma chiunque la percepisce. C\u2019\u00e8 chi se ne fa sopraffare fino a trasformarla in paura feroce, chi la domina, chi la vede ma non se ne cura poi molto. Ecco cosa mi attirava di L\u00e9on: riconoscevo l\u2019ossessione, e quindi la paura, e infine l\u2019ansia. Quella che pu\u00f2 ingrandirsi fino a dominare, quella che pu\u00f2 sembrare tutto ci\u00f2 che resta di una citt\u00e0 di notte: quando ci sono personaggi sinistri a spasso ma si vedono solo le ombre, e non sono nemmeno le loro, sono le ombre delle paure.<br>\/\/\/<br>Dopo averlo chiuso, come dicevo, ho passeggiato un po\u2019 per la citt\u00e0 di notte. Ho scritto a Roberto e dopo poco mi ha risposto. Gli ho detto che mi era piaciuto molto e gli ho confessato che mi aveva fatto una certa paura. Anzi: molta. Ce lo siamo detti a vicenda, anche se con toni un filo pi\u00f9 coloriti e meno letterari.<br>Continuavo a chiedermi perch\u00e9 mi interessasse avere paura, perch\u00e9 non riuscissi a distogliere l\u2019attenzione fino all\u2019ultima pagina. Poi ho capito che la paura mi chiamava, che pretendeva che la ascoltassi.<br>Ogni giorno teniamo a bada pensieri di morte, di angoscia, di paura. Siamo diventati bravi a passeggiare sulla bocca del vulcano e a non guardare gi\u00f9. Poi ogni tanto ci guardiamo, anche solo per un istante. E l\u00e0 sotto qualcosa ci dice \u201cSono sempre qui\u201d.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Su &#8220;L\u00e9on&#8221; di Carlo Lucarelli<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":38545,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[115,415],"tags":[414,413,138,156],"class_list":["post-38544","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","category-pensiero-lungo","tag-carlo-lucarelli","tag-leon","tag-letteratura","tag-libri"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38544","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38544"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38544\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38545"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38544"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38544"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38544"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}