{"id":38216,"date":"2015-11-15T16:34:00","date_gmt":"2015-11-15T16:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=38216"},"modified":"2022-08-17T10:22:35","modified_gmt":"2022-08-17T10:22:35","slug":"scrivere-dello-scrivere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/scrivere-dello-scrivere","title":{"rendered":"Scrivere dello\u00a0scrivere"},"content":{"rendered":"<p id=\"8f3a\">Oggi per scrivere non si usano pi\u00f9 la penna e il foglio di carta e nemmeno la macchina da scrivere: oggi si scrive su computer, su smartphone, anche dettando note sconnesse ma istantanee date dall\u2019urgenza del momento, che rileggeremo un giorno o forse mai, nemmeno ricordandoci perch\u00e9 le avevamo volute fissare nella memoria. Oggi scrivere \u00e8 un atto che \u00e8 diventato molto pi\u00f9 comune di quanto fosse una volta.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"7a8f\">Ricordo che alle elementari la calcolatrice veniva additata come uno strumento del demonio. Usandola avremmo perso la capacit\u00e0 di fare i conti a mano e con essa la conoscenza (e la nostra indipendenza di pensiero, o l\u2019autosufficienza almeno).<\/p>\n\n\n\n<p id=\"6142\">Quando i computer sono diventati popolari ho pensato la stessa cosa: che avremmo smesso di scrivere perch\u00e9 saremmo stati distratti da altro. Dal guardare video o dal giocare, forse.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"06c6\">Invece<\/h3>\n\n\n\n<p id=\"8a10\">Invece capit\u00f2 esattamente il contrario: da quando la rete \u00e8 un\u2019estensione della nostra vita, da quando virtuale e reale si sono fusi in un Reale Potenziato, mi capita di scrivere molto di pi\u00f9 di quanto facessi una volta. Certo, non a mano. Non con una delle mie amate penne stilo (chiss\u00e0 dove sono finite) ma su una tastiera. Mail, appunti, articoli, messaggi, imprecazioni, tweet, post su Facebook, didascalie, commenti.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:24px\"><em>Non ho mai scritto cos\u00ec tanto come negli ultimi 20&nbsp;anni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p id=\"f021\">In parte \u00e8 accaduto perch\u00e9 ne avevo semplicemente la possibilit\u00e0 (la tecnologia me l\u2019offriva) e in parte perch\u00e9 ne avevo l\u2019urgenza.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"0bda\">Come dice&nbsp;<a href=\"https:\/\/medium.com\/u\/cee8138933e0\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Antonio Gallo<\/a>, \u201c<em>Scrivo per capire quello che penso<\/em>\u201d. La scrittura \u00e8 un\u2019azione di disvelamento del proprio pensiero, di comprensione della realt\u00e0 e di se stessi.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"912c\">Mi \u00e8 capitato di pensare spesso che vedere scritti i miei pensieri contribuisse anche ad estrarli dalla mente. A organizzarli e, in un certo modo, a scaricare il cervello del loro fardello. Dargli una forma (scritta) d\u00e0 ai pensieri anche una dimensione e li oggettualizza. Li vediamo infine di fronte a noi, sulla carta o sullo schermo. E forse possiamo anche dimenticarli, rassicurati dal fatto di averli spostati altrove. Facendo spazio ad altri.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"510e\">Scrivere \u00e8 organizzare<\/h3>\n\n\n\n<p id=\"657d\">Scrivendo diamo una forma ai nostri pensieri, perch\u00e9 altrimenti non sarebbero comunicabili. Organizzandoli capiamo ci\u00f2 che \u00e8 essenziale e ci\u00f2 che \u00e8 accessorio. Ne siamo capaci quanto pi\u00f9 siamo allenati a scrivere: allora il flusso \u00e8 ininterrotto e libero.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"1862\">Scrivere \u00e8 comunicare<\/h3>\n\n\n\n<p id=\"7cd2\">Altrimenti non lo faremmo. Se ci bastasse parlare lo faremmo e troveremmo una pace. Invece dobbiamo scrivere (spesso \u00e8 un\u2019urgenza, molte volte un piacere) per capire e per dire cosa abbiamo capito. O cosa crediamo di aver capito.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"cb9d\">Scrivere \u00e8 diverso dal&nbsp;parlare<\/h3>\n\n\n\n<p id=\"0468\">L\u2019atto dello scrivere \u00e8 pi\u00f9 lento del parlare e richiede pi\u00f9 riflessione. Per questo \u00e8 capace di approfondimenti pi\u00f9 ficcanti. \u00c8 meno immediato forse della parola pronunciata, ma obbliga al sano esercizio dell\u2019analisi di ci\u00f2 che si sta pensando (per poi scriverlo) e non alla sua semplice e diretta comunicazione. Parlare \u00e8 il grado zero della comunicazione, scrivere ne \u00e8 una sua evoluzione. Pi\u00f9 meditata e ponderata.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"fff3\">Scrivere \u00e8 trovare una&nbsp;conferma<\/h3>\n\n\n\n<p id=\"dbfe\">Tutto ci\u00f2 che facciamo perch\u00e9 lo vogliamo \u00e8 un tentativo di trovare conferma della nostra esistenza. Ho scritto questo, quindi esisto. Ho pubblicato questo libro, quindi esisto. Ho scritto a te e tu mi hai letto, riconoscendomi.<br>Per questo, scrivere, prima ancora che un\u2019urgenza comunicativa \u00e8 un\u2019urgenza esistenziale. Certo, non tutti la sviluppano. Alcuni si sentono vivi lanciandosi con il paracadute, altri lavorando il legno, altri speculando in borsa, altri amando un uomo o una donna.<br>Ma ovunque cerchiamo la conferma del fatto che esistiamo.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"070b\">E la rete ha portato questa necessit\u00e0 ad un livello superiore, perch\u00e9 il riscontro che abbiamo \u00e8 oggi potenzialmente molto vasto. Non infinito (la popolazione mondiale \u00e8 composta da un numero finito di individui) ma molto molto vasto.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"308f\">Scrivendo costruiamo la&nbsp;memoria<\/h3>\n\n\n\n<p id=\"9535\">La parola detta ha una natura pi\u00f9 effimera di quella scritta. \u00c8 interpretata, travisata, non ascoltata. Quella scritta mantiene un suo grado di verit\u00e0 oggettiva: quello che c\u2019\u00e8 scritto \u00e8 quello che \u00e8 vero, ed \u00e8 vero ci\u00f2 che \u00e8 scritto. Non l\u2019interpretazione di chi ha ascoltato.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"4f82\">Scrivendo si creano degli \u201coggetti di pensiero\u201d: li possiamo osservare anche a distanza di anni e sono immutati. Sono unit\u00e0 di memoria, nel senso che sono concetti espressi in parole in un determinato tempo. Hanno una forma che non varia nel tempo (mentre il ricordo di una conversazione verbale pu\u00f2 sbiadire, modificarsi, dilavarsi). Attraversano gli anni come capsule che conservano un contenuto che non subisce modifiche.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"056a\">Scrivere oggi<\/h3>\n\n\n\n<p id=\"4362\">Come \u00e8 cambiato scrivere oggi? Il processo generatore \u00e8 sempre lo stesso: mettere pensieri in fila ed esprimerli in parole scritte. Sono cambiate le modalit\u00e0 con cui lo si fa e la potenziale diffusione e condivisione delle nostre parole scritte. Oggi pubblicare e raggiungere un pubblico \u00e8 pi\u00f9 semplice di una volta. Chiunque \u00e8 editore di se stesso. L\u00e0, da qualche parte, c\u2019\u00e8 un pubblico pi\u00f9 o meno nutrito che lo legger\u00e0. Questo pensiero incentiva a scrivere: scrivere non \u00e8 solo pi\u00f9 un\u2019esigenza espressiva ma l\u2019espressione stessa \u00e8 influenzata dal fatto che qualcuno legger\u00e0 il parto di quella mente.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"8505\">La mente ha voluto assecondare il lettore sgravandosi di certi pensieri e trasferendoli sulla carta? L\u2019ha fatto magari senza rendersene conto?<\/p>\n\n\n\n<p id=\"a63f\">Scrivere \u00e8 organizzare, comunicare, confermarsi nella propria esistenza.<br>Scrivere in rete \u00e8 farlo ad un livello potenziato: perch\u00e9 il pubblico \u00e8 pi\u00f9 ampio e perch\u00e9 lo si pu\u00f2 fare in un sistema pi\u00f9 interconnesso, in cui possiamo interagire molto pi\u00f9 semplicemente e fluidamente. Migliorando il nostro modo di pensare e accelerandolo. Attraverso la condivisione con altri pensieri o anche con la collisione.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:24px\"><em>Scrivere non \u00e8 mai stato un atto tanto potente come ai giorni&nbsp;nostri.<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non ho mai scritto cos\u00ec tanto come negli ultimi 20 anni. Grazie alla tecnologia.<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":38218,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[200],"tags":[404,403,402],"class_list":["post-38216","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-creativity","tag-mente","tag-scrittura","tag-scrivere"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38216","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38216"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38216\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38218"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38216"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38216"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38216"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}