{"id":38193,"date":"2015-12-30T15:17:00","date_gmt":"2015-12-30T15:17:00","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=38193"},"modified":"2022-08-16T15:58:51","modified_gmt":"2022-08-16T15:58:51","slug":"la-lezione-del-vino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/la-lezione-del-vino","title":{"rendered":"La lezione del vino"},"content":{"rendered":"<p id=\"284d\">Quando si beve del vino per la prima volta \u00e8 meglio avvicinarlo privilegiando vini dolci. \u00c8 il miglior modo per iniziare ad apprezzare un liquido cos\u00ec gradevole. La componente zuccherina aiuta a trovare familiarit\u00e0 in un sapore cos\u00ec diverso e nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"d6d6\">Con l\u2019et\u00e0 ho notato che lo zucchero mi piace sempre meno. Non \u00e8 che lo disdegno proprio: non amo pi\u00f9 le concentrazioni zuccherine. Mi sembra che nascondano qualcosa. Il vino fragolino \u00e8 spesso indicato come una prelibatezza (forse perch\u00e9 sembra introvabile o quasi illegale\u200a\u2014\u200anon ho mai capito davvero se \u00e8 illegale, almeno quello vero, se ne esiste poi uno vero) eppure quello che si trova in giro \u00e8 una brodaglia zuccherina vestita da fragola. Zucchero liquido.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"0be2\">Chi ama il vino\u200a\u2014\u200ama anche chi ama la musica jazz o la pittura e molte altre forme espressive dell\u2019ingegno e dell\u2019anima umana\u200a\u2014\u200aha iniziato ad apprezzarlo partendo dalle cose facili: dallo zucchero che c\u2019\u00e8 sempre, se lo cerchi. Nei vini zuccherini ce n\u2019\u00e8 ancor di pi\u00f9, quindi non puoi rischiare di sbagliare. E lo zucchero piace a tutti, bene o male. Ci ricorda le cose che ci piacevano da piccoli.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"f432\">Non credo dipenda dall\u2019et\u00e0 per\u00f2: credo dipenda dal raffinamento dei gusti. Pi\u00f9 ti educhi in qualcosa, pi\u00f9 ne cerchi delle manifestazioni complesse perch\u00e9 quelle semplici non ti stimolano pi\u00f9 particolarmente. Non cambia la loro bont\u00e0 oggettiva, come dire. Restano sempre cose gradevoli, solo che non ti interessano pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"5416\">Inizi ad ascoltare il jazz partendo dalle cose semplici (si fa per dire): una su tutte \u00e8 \u201cMy favourite things\u201d di John Coltrane. Ho iniziato ad ascoltare il jazz partendo da quel punto. Non \u00e8 un pezzo semplice, affatto, ma credo che sia riuscito a trovare un varco perch\u00e9 ci riconoscevo un motivo che conoscevo. Uno standard, come si direbbe nel mondo del jazz. Del resto le origini del jazz non sono quelle di una musica colta e complessa. Quello lo \u00e8 diventato dopo.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"29f9\">Poi arrivi a \u201cA love supreme\u201d, che \u00e8 anche il testamento musicale di John Coltrane, e per riuscire ad ascoltarlo devi prestargli davvero molta attenzione. Per\u00f2 se lo ascolti\u200a\u2014\u200ae non dico \u201cse lo senti\u201d e basta, dico proprio&nbsp;<em>ascoltare attivamente\u200a\u2014\u200a<\/em>il tuo spirito viene elevato in un\u2019altra dimensione, davvero suprema.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"b6fc\">Con la fotografia succede lo stesso. Le fotografie pi\u00f9 apprezzate sono quelle di composizione semplice, spesso centrale, con bei colori. Diceva Roger Ballen:<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:24px\"><em>Quando la gente dice di ammirare una foto in realt\u00e0 molto spesso sta ammirandone i\u00a0colori.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p id=\"e8eb\">I colori sono lo zucchero della fotografia. Non sempre, ma non \u00e8 detto che un vino complesso non abbia una certa componente zuccherina. I colori sono la cosa che ci colpisce subito in una foto e non c\u2019\u00e8 da scomodare nessuna teoria sulla percezione del colore per capire perch\u00e9 alcuni colori funzionino bene e ci facciano dire&nbsp;<em>Oh che bella foto<\/em>. L\u2019azzurro del cielo, i colori dei fiori, il tono dell\u2019incarnato dei bambini.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"6453\">Si potrebbe fare questa prova: sfuocare una foto con bei colori fino a renderne le figure irriconoscibili. Pure macchie di colore. Se \u00e8 ancora gradevole \u00e8 una foto bella. Se \u00e8 irriconoscibile non \u00e8 pi\u00f9 una foto, e intendo una foto con una composizione solida, non bloccata.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"767f\">Le&nbsp;foto belle mi annoiano. Le foto che mi interessano di pi\u00f9 non sono nemmeno quelle che mi fan pensare \u201cChiss\u00e0 come l\u2019ha fatta\u201d. La tecnica \u00e8 interessante fino a un certo punto, generalmente molto distante da quello che mi interessa. Mi interessa che una foto catturi la mia attenzione per pi\u00f9 di 10 secondi. 10 secondi sono gi\u00e0 tanti. Stare a guardare una foto 10 secondi non \u00e8 un tempo breve, \u00e8 pi\u00f9 di quanto stiamo a guardare un quadro in una pinacoteca.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"aa4b\">Ho capito che le composizione centrifughe mi piacciono di pi\u00f9. Le trovo pi\u00f9 interessanti. Elementi del fotogramma che non ci stanno dentro, che cercano di uscire dai suoi margini. Ce ne sono due che mi vengono in mente: una di Henri Cartier-Bresson e l\u2019altra di Rui Palha.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\" id=\"7fb1\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn-images-1.medium.com\/max\/800\/1*WBZdiWOWMMfstBEQE-lmZQ.jpeg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\" id=\"4b86\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn-images-1.medium.com\/max\/600\/1*a2O9yWbtDGOXg3Ikd0qvUw.jpeg\" alt=\"\" width=\"798\" height=\"601\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p id=\"acd6\">In entrambe qualcosa cerca di uscire dal fotogramma, il ciclista o i colombi.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"13fc\">Il movimento genera la complessit\u00e0, cos\u00ec come la stratificazione di un vino gli dona profondit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:24px\"><em>Una grande foto non mostra solo qualcosa, ma accende uno spazio percettivo nella testa di chi l\u2019osserva. Non sta nelle due dimensioni di una stampa ma tenta di\u00a0uscire.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p id=\"9a13\">Vuole invadere lo spazio fisico e lo fa non limitandosi a essere una cosa gradevole.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"3ea2\">Parafrasando ancora Cartier-Bresson che diceva che la nitidezza \u00e8 un concetto borghese, si pu\u00f2 dire che il colore \u00e8 un concetto borghese. Per poter comunicare, una foto deve anche essere urtante a volte, gridare. Altrimenti \u00e8 uno zucchero. Colorato anche. Piacevole. Stomacante altre volte.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"9c85\">Poco interessante, alla fine.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"380c\">C\u2019\u00e8 una cosa in comune a tutti questi artisti\u200a\u2014\u200aa Coltrane, a Bresson, a Miles Davis: hanno sempre spinto la loro ricerca un po\u2019 oltre. Non hanno mai rifatto sempre la stessa cosa. Se ascolti le prime cose che hanno suonato o vedi le prime foto che han fatto ci puoi riconoscere qualcosa di quello che avrebbero fatto dopo, ma le troverai sempre molto diverse da quelle pi\u00f9 mature. Si sono evoluti: per interesse personale e perch\u00e9 ricercavano la complessit\u00e0. O almeno di dire la complessit\u00e0 con la loro arte. Di darle un nome, una forma. Non volevano essere solo apprezzati. Forse la cosa gli interessava pure poco. Dovevano dire, come devono dire anche oggi i pi\u00f9 grandi artisti. Avevano un\u2019urgenza insomma. Non ricercavano l\u2019approvazione. Erano, se ci si pensa bene, come i bambini prima che gli adulti li plagino a ricercare il consenso e l\u2019approvazione. Non seguivano una strada, nemmeno quella da loro stessi tracciata. Volevano conoscerne sempre di nuove invece. Un artista non segue mai la strada tracciata e vuole sempre scoprirne una nuova. Con i suoi mezzi. Un artista ha la complessit\u00e0 di un vino profondo e la purezza e impertinenza dello sguardo di un bambino che non sa niente e vuole sapere tutto. Provandoci.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il gusto dipende dall\u2019educazione<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":38194,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[94],"tags":[134,397,395],"class_list":["post-38193","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-fotografia","tag-educazione","tag-henri-cartier-bresson","tag-vino"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38193","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38193"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38193\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38194"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38193"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38193"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38193"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}