{"id":34323,"date":"2020-11-23T22:22:49","date_gmt":"2020-11-23T22:22:49","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=34323"},"modified":"2022-09-01T14:57:06","modified_gmt":"2022-09-01T14:57:06","slug":"sunday-at-the-village-vanguard","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/sunday-at-the-village-vanguard","title":{"rendered":"Sunday at the Village Vanguard"},"content":{"rendered":"<section>\n<p id=\"dde5\" data-selectable-paragraph=\"\">Certe storie iniziano una domenica, eppure ci sono certe storie iniziate una domenica che riverberano per anni e anni, fino a diventare decenni.<\/p>\n<p id=\"db29\" data-selectable-paragraph=\"\">Chiunque ami il jazz conosce le famosissime sessioni domenicali del Village Vanguard di New York: quelle di Bill Evans sono semplicemente uno dei dischi jazz pi\u00f9 importanti della storia.<\/p>\n<p id=\"db29\" data-selectable-paragraph=\"\">\n<p id=\"c21c\" data-selectable-paragraph=\"\">Ma Evans \u00e8 solo il nome pi\u00f9 conosciuto del trio che le esegu\u00ec e approfondendo il suo concetto di trio si capir\u00e0 perch\u00e9 lui non si considerasse in definitiva il pi\u00f9 importante. Lo era per caratura e prestigio e per lo strumento che suonava \u2014 il piano \u2014 che per natura emerge e la cui linea melodica resta pi\u00f9 nelle orecchie di chi ascolta.<\/p>\n<p id=\"c21c\" data-selectable-paragraph=\"\">\n<p id=\"f9d1\" data-selectable-paragraph=\"\">Per capire ancora meglio il senso e l\u2019importanza di questo disco ci si pu\u00f2 soffermare sulla prima e l\u2019ultima traccia. Si tratta di Gloria\u2019s Step e Jade Visions. Sono due tracce in cui, specie la seconda, il basso ha un ruolo fondamentale. Nella prima entra in scena nelle prime battute, nella seconda apre direttamente. Le due composizioni non occupano casualmente la posizione di intro e di outro dell\u2019album: sono entrambe di Scott LaFaro, ossia il basso. Giusto, che sbadato: non ho specificato che il trio in questione era composto da Evans al piano, Scott LaFaro al basso e Paul Motian alla batteria.<\/p>\n<p id=\"f9d1\" data-selectable-paragraph=\"\">\n<p id=\"fc3c\" data-selectable-paragraph=\"\">Le sessioni vennero registrate il 25 giugno 1961 in cinque set.<br \/>\nUn giorno di giugno del 1961 tre musicisti jazz suonano al Village Vanguard (che \u00e8 come per un violinista suonare alla Filarmonica di Berlino o Vienna, anche se il Village Vanguard ha dimensioni molto pi\u00f9 contenute, \u00e8 uno scantinato dalla forma strana e dove puoi bere birra mentre ascolti suonare i migliori jazzisti del pianeta) e fanno la storia.<\/p>\n<p id=\"5b12\" data-selectable-paragraph=\"\">Non sanno ancora ovviamente di farla, o di stare facendola.&nbsp;<\/p>\n<p id=\"5b12\" data-selectable-paragraph=\"\">\n<p id=\"5b12\" data-selectable-paragraph=\"\">Suonano e registrano. Il trio che Evans ha saputo costruire \u00e8 un prodigio di equilibrio e sensibilit\u00e0. I fraseggi che lui e LaFaro riescono a costruire sono delicatissimi, potenti e precisi, nessuno prevale sull\u2019altro e dietro di loro c\u2019\u00e8 un perfetto Paul Motian che li tiene insieme. Sembra un passo indietro ma toglilo e manca tutto.<\/p>\n<p id=\"2f55\" data-selectable-paragraph=\"\">Insomma, quello non \u00e8 un trio fatto da tre solisti che fanno la loro parte e poi se ne vanno a casa: quella a cui assistette chi ebbe la fortuna di assistere alla Storia nel suo rivelarsi fu una conversazione fra musicisti. Un dialogo equilibrato, ardito, teso, soave fra menti musicali che si capivano e che usavano le voci per costruire una conoscenza musicale, senza mai prevalere l\u2019uno sull\u2019altro.<\/p>\n<p id=\"bbea\" data-selectable-paragraph=\"\">E questa constatazione riconduce appunto al concetto di trio che aveva Evans: un complesso di personalit\u00e0 democratico, in cui ognuno ha la sua voce e la esprime per empatia e telepatia. Chi sapeva suonare cos\u00ec lo faceva perch\u00e9 la sua mente era in sincrono con quella dei compagni di trio. E non si tratta di semplice sincronia musicale, non serve specificarlo, credo. Si tratta di un\u2019intesa intellettuale molto pi\u00f9 profonda, fatta di rispetto e comprensione.<\/p>\n<\/section>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<section>\n<p id=\"26e5\" data-selectable-paragraph=\"\">Le&nbsp;date sono importanti, come si diceva: 25 giugno 1961, Village Vanguard.<br \/>\nIl 6 luglio 1961\u201311 giorni dopo questa registrazione \u2014 LaFaro muore a 25 anni in un incidente stradale. Il connubio con un musicista cos\u00ec straordinario e dotato che Evans aveva amato moltissimo venne improvvisamente spezzato. Evans, come racconta Paul Motian, ne fu devastato. \u201c<i>The death of LaFaro left Bill Evans \u201cnumb with grief\u201d, \u201cin a state of shock\u201d, and \u201clike a ghost<\/i>\u201d, come raccont\u00f2 poi lo stesso Motian.<\/p>\n<p id=\"26e5\" data-selectable-paragraph=\"\">\n<p id=\"a1d6\" data-selectable-paragraph=\"\">Le storie continuano anche dopo che le vite si interrompono.<br \/>\nLe due composizioni che aprono e chiudono questo disco \u2014 Gloria\u2019s Step e Jade Visions \u2014 sono di Scott LaFaro. Quando scelsero le tracce da includere nel disco fu lo stesso Evans a volere che Scott \u2014 idealmente \u2014 aprisse e chiudesse quel disco.<\/p>\n<p id=\"fa0b\" data-selectable-paragraph=\"\">Vista la natura dialettica di questo album e del trio che lo esegu\u00ec \u00e8 pi\u00f9 bello pensare che Evans abbia voluto rendere giustizia a Scott LaFaro, dandogli l\u2019onore di aprire e chiudere il discorso. Un discorso che resta lucente e trasparente come il cristallo anche dopo quasi sessant\u2019anni.<\/p>\n<p id=\"5ef0\" data-selectable-paragraph=\"\">Chiss\u00e0 cos\u2019erano le Visioni di Jade.&nbsp;<\/p>\n<p id=\"5ef0\" data-selectable-paragraph=\"\">Di certo, sessant\u2019anni dopo, stiamo ancora contemplando la luce che quel trio perfetto accese una domenica di giugno, al Village Vanguard, a New York City.<\/p>\n<\/section>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>This record needs no introduction<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":34325,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[91,19],"tags":[329,328,332,331,330],"class_list":["post-34323","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-music","tag-bill-evans-trio","tag-jazz","tag-paul-motian","tag-scott-lofaro","tag-village-vanguard"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34323","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34323"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34323\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/34325"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34323"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34323"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34323"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}