{"id":34105,"date":"2020-09-23T08:28:20","date_gmt":"2020-09-23T08:28:20","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=34105"},"modified":"2022-09-01T14:58:39","modified_gmt":"2022-09-01T14:58:39","slug":"46-a-love-supreme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/46-a-love-supreme","title":{"rendered":"46 \u2014 A Love Supreme"},"content":{"rendered":"<section>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Ho scoperto solo pochi anni fa di compiere gli anni nello stesso giorno di John Coltrane. Oggi ne farebbe 94, quindi auguri a me e auguri a te, John (e grazie per tutto ci\u00f2 che hai fatto).<\/em><\/p>\n<p>Una delle sue composizioni pi\u00f9 complesse, considerata non a caso il suo testamento musicale, \u00e8\u00a0A Love Supreme. Credo sia anche l\u2019ultima, prima che se ne andasse a 41 anni nel 1967. Gli sono sopravvissuto 5 anni, finora. Il che non significa niente: il legame fra me e John \u00e8 che io l\u2019ascolto ancora mentre lui mor\u00ec che io non ero neanche nato.<\/p>\n<p>Ho sempre considerato\u00a0A Love Supreme\u00a0un titolo stupendo. Immagino si riferisca a Dio, so che verso la fine della sua vita \u2014 anche se non sono certo che sapesse che se ne stava andando \u2014 Coltrane entr\u00f2 in una dimensione mistica. A un certo punto del primo brano\u00a0Acknowledgement\u00a0lui stesso si mette a canticchiare questa nenia, come in una trance mistica, quasi fosse tornato bambino e ripetesse le prime parole che aveva imparato. In un certo senso chiuse circolarmente la sua vita, sviluppando da un lato il pi\u00f9 raffinato e complesso linguaggio musicale, ritornando dal lato opposto al grado zero di quello orale.\u00a0Chiudere circolarmente la vita non \u00e8 affatto male, anche se a volte ti capita di doverlo fare a un punto che \u00e8 anagraficamente troppo precoce.<\/p>\n<p>Coltrane stava dicendo delle cose altissime senza parole.<br \/>\nLo avverti ancora oggi ascoltando quel capolavoro, per molti versi oscuro. O forse cos\u00ec tanto profondo da non avere svelato tutto il suo messaggio.<\/p>\n<p>Quando non so bene cosa pensare torno a Coltrane o, in genere, alla musica.<br \/>\nOggi torno sui suoi passi anche per un altro motivo: per il senso della misura che aveva.<br \/>\nSe lo si ascolta un po\u2019 si pu\u00f2 pensare che la mia affermazione sia azzardata: in fondo lui di note ne usava tantissime, non era di certo un minimalista. Ma il numero non conta: conta che lui usasse le note che erano necessarie. Ecco che Coltrane, involontariamente, mi aiuta a parlare di ci\u00f2 che mi sta a cuore oggi, all\u2019alba dei 46 anni: la misura.<\/p>\n<p>Quest\u2019anno ho perfezionato un concetto che avevo iniziato a mettere a fuoco negli anni passati:\u00a0quello del togliere il pi\u00f9 possibile.\u00a0Se c\u2019\u00e8 una cosa buona dell\u2019invecchiare (che si chiama \u201cmaturare\u201d, fino a 85 anni circa) \u00e8 che capisci che\u00a0le cose importanti sono poche e che non le vedi finch\u00e9 non togli tutto quello che le copre. E non parlo di quelle Cose Importanti che tutti sappiamo: non intendo l\u2019amore, i sentimenti, i valori ecc.\u00a0Intendo che a tutto \u2014 ma proprio a tutto \u2014 puoi togliere cose e vedere cosa ne resta, se resta qualcosa.\u00a0Prendi un discorso o una pagina scritta: se le togli gli avverbi e le ripetizioni e gli abbellimenti ne resta l\u2019essenza. L\u2019essenza \u00e8 sempre pi\u00f9 forte, lucente, inequivocabile.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">La vita \u00e8 quel che resta quando hai tolto tutto ci\u00f2 che non c\u2019entra. La vita \u00e8 l\u2019essenziale.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>\u00c8 un processo che insegna molte cose: cosa resta di un\u2019auto quando le togli tutto ci\u00f2 che non serve? Un telaio, una carrozzeria, un motore, le ruote e il volante. Anche i sedili, certo. Quella \u00e8 la base da cui partire per valutare il valore aggiunto di un oggetto: tutto ci\u00f2 che aggiungi a un\u2019auto e che la rende pi\u00f9 confortevole e bella \u00e8 il suo reale valore, che \u00e8 diverso dalla sua essenza.<\/p>\n<p>Quello che fa la differenza \u00e8 il netto tra il non essenziale e l\u2019essenziale.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un limite oltre il quale non capiamo pi\u00f9 che senso ha aggiungere qualcosa; lo facciamo solo perch\u00e9 ci siamo abituati e pare che il progresso sia quello: un segno positivo e basta.<\/p>\n<p>Invecchiando\u200a\u2014\u200aanzi, maturando\u200a\u2014\u200ami chiedo sempre pi\u00f9 spesso \u201cQuando \u00e8 troppo?\u201d. Da giovane non lo fai, da giovane \u00e8 facile: non \u00e8 mai abbastanza. Poi te lo chiedi e sei pi\u00f9 interessato alla misura che all\u2019eccesso, o almeno io.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">La misura non \u00e8 il poco: la misura \u00e8 il giusto. Le cose devono avere una misura, le musiche una durata, un discorso le parole giuste.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>La misura \u00e8 un argine contro il caos, \u00e8 un\u2019ancora a cui ti aggrappi perch\u00e9 il fluire del tempo non ti trascini via. Solo quando suoni (io non so suonare, so solo ascoltare molta musica) devi rispettare un tempo, lo domini, lo rubi al tempo. Non \u00e8 un concetto stupendo? Quando rispetti il tempo (e la misura) stai giocando a scacchi con il tempo. E stai vincendo.<\/p>\n<p>John Coltrane suona ancora mentre scrivo.\u00a0A Love Supreme\u00a0\u00e8 diviso in 4 movimenti:\u00a0Acknowledgement\/Accettazione, Resolution\/Risoluzione, Pursuance\/Conseguimento e Psalm\/Salmo.\u00a0Quattro movimenti\/momenti che sono la misura di un percorso. Nel suo caso verso Dio o verso la trascendenza. Ma in s\u00e9, mi piace pensarlo, sono anche quattro vascelli che si oppongono allo scorrere del tempo. O ne cavalcano le onde, trovando un modo di dare forma al suo fluire e un senso al viaggio. I vascelli di Coltrane vanno verso Dio.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">Coltrane ha tolto tutto mettendoci anche tutto quello che aveva. Era il suo testamento musicale, doveva dire tutto. La sua arte si era evoluta fino a quel punto, e oltre c\u2019era solo Dio.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Come nelle pi\u00f9 supreme (\u201csupreme\u201d, non a caso) composizioni musicali, la misura \u00e8 tutto: \u00e8 nel tempo ma \u00e8 anche nell\u2019uso delle note: solo quelle che servono.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">Man mano che si accumulano gli anni ci si deve liberare di ci\u00f2 che non serve, ritrovare la misura, ritornare all\u2019essenziale.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Io non so se si tratti di tornare alla natura, so che gli alberi mi dicono pi\u00f9 degli umani e so che mi trovo a guardarne le fronde con piacere e rapimento, spesso.<\/p>\n<p>L\u2019essenziale \u00e8 ci\u00f2 che resta quando cala il silenzio e quando le cose e la vita si sono tolte le vesti.\u00a0Finalmente parlano solo con la loro voce, che non senti quando \u00e8 coperta dal rumore di fondo delle cose che non c\u2019entrano niente.<\/p>\n<p>Resta l\u2019essenziale, e la misura ne \u00e8 la parte visibile. La senti in una musica, la percepisci in una pagina dove le parole occupano ogni spazio e solo quello che \u00e8 giusto occupino. La misura \u00e8 l\u2019assenza di sprechi e di rumore.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 accumulo anni, pi\u00f9 voglio togliere il resto: il disturbo e la distrazione.\u00a0Con misura e per amore della misura.<\/p>\n<p>Buon compleanno a me, buon compleanno a tutti.<br \/>\nCon misura.<\/p>\n<\/section>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come ogni anno, nel giorno del mio compleanno mi scrivo una lettera<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":34107,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[91,19],"tags":[321,159,320],"class_list":["post-34105","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-music","tag-john-coltrane","tag-music","tag-time"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34105","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34105"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34105\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/34107"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34105"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34105"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34105"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}