{"id":33854,"date":"2020-03-09T16:42:00","date_gmt":"2020-03-09T16:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=33854"},"modified":"2022-07-13T15:22:46","modified_gmt":"2022-07-13T15:22:46","slug":"la-realta-sospesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/la-realta-sospesa","title":{"rendered":"La realt\u00e0 sospesa"},"content":{"rendered":"<div>L\u2019impressione pi\u00f9 straniante generata da questi stranissimi e difficili giorni \u00e8 che la vita urbana stia trattenendo il respiro. Un modo per descriverla \u00e8 questo: la gente cammina e si sposta come se non volesse far rumore. Al mattino mi sveglio e mi chiedo se \u00e8 domenica: sento pochissime macchine passare nella strada sotto, vedo solo qualche persona isolata o in piccoli gruppi. Per il resto le nostre citt\u00e0 \u2014 almeno alcune (non vivo in zona rossa, anche se tutti ci siamo ma vabb\u00e8, \u00e8 per dare un\u2019idea) sono calate in un silenzio, diciamo, inusuale. Non amo affatto drammatizzare, quindi non penso che vi sia niente di sinistro o nefasto in questa realt\u00e0. \u00c8 naturale percepire la frattura nettissima fra il prima e il dopo. Fra la normalit\u00e0 precedente e quella \u2014 momentanea \u2014 di oggi.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>A voler riferire ogni pensiero all\u2019oggi e al momento corrente \u2014 e senza proiettarlo nell\u2019imminente e probabilissima prossima crisi economica, come se ci fossimo risollevati giulivi dalla precedente \u2014 viene da pensare che l\u2019intera citt\u00e0, qualsiasi citt\u00e0 in cui si adottino limitazioni autoimposte o meno, \u00e8 diventata come un teatro in cui il regista non ha ancora deciso con precisione che movimenti far fare agli attori. Siamo attori che solcano quel palco descrivendo traiettorie un po\u2019 casuali, alcuni fingendo di sapere con precisione cosa devono fare, altri semplicemente camminando.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Il tempo del teatro \u00e8 quello imposto dall\u2019autore, quello di questo inedito teatro urbano \u00e8 quello imposto dalle autorit\u00e0 sanitarie. Solo che la rappresentazione durer\u00e0 per un tempo indefinito, per ora.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Come molti leggo diverse cose. Anche troppe, tanto che sono giunto alla conclusione di evitare accuratamente di leggerne altre. Rispetto le regole e i consigli, guardo i titoli ma non approfondisco, pi\u00f9 che altro per evitare la spietata giostra emotiva. L\u2019umore trova gi\u00e0 in autonomia i suoi modi per variare come gli pare, meglio non dargli altri motivi per farlo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Giunto alla saturazione informativa ho iniziato a guardare questa nuova realt\u00e0 con occhi diversi. Che poi, tanto nuova non \u00e8: \u00e8 molto familiare, solo che ora le persone non fanno rumore e c\u2019\u00e8 molto pi\u00f9 silenzio. Le notizie ci dicono che molto vicino a noi c\u2019\u00e8 gente che cerca di salvarne altra, gente che se ne frega, gente che seda rivolte nelle carceri, gente che emotivamente non ce la fa pi\u00f9. Un po\u2019 come una volta o sempre: nel mondo succedono cose tremende ma la vita va avanti. Con la differenza che oggi succedono a pochi chilometri da te e quello che non ce l\u2019ha fatta \u00e8 lo zio di un tuo amico o \u00e8 uno che non sta a molti gradi di separazione da te.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<blockquote>\n<div>\u00c8 come giocare a battaglia navale: tu sai dove sei ma non sai da dove ti arriver\u00e0 la bomba o il siluro. Speri nel caso e fai finta che sia tutto normale. A differenza della battaglia navale per\u00f2 tu non puoi sparare. Devi solo sperare che non ti becchino. \u00c8 una battaglia navale molto asimmetrica.<\/div>\n<\/blockquote>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Tutto \u00e8 familiare ma un po\u2019 meno familiare del solito, si diceva.<\/div>\n<div>Io ho un po\u2019 la tara del tempo e quindi leggo tutto sotto quella lente: siccome lo considero la variante pi\u00f9 importante delle nostre vite \u2014 non in termini di ore e minuti ma come grandezza filosofica \u2014 mi incuriosisce come ne \u00e8 cambiata la percezione in questi giorni. Nessuno parla pi\u00f9 di orizzonti temporali. Quella bella espressione astronomica, cio\u00e8 \u201cL\u2019orizzonte degli eventi\u201d \u2014 non \u00e8 pi\u00f9 nemmeno citata.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Non ricordo con chi parlavo di \u201ctempo sospeso\u201d. Ricordo che lo scrivevo per poi accorgermi che era l\u2019espressione esatta per descrivere questo tempo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<blockquote>\n<div>Il tempo sospeso \u00e8 un tempo in cui non si sa cosa succeder\u00e0 e in cui si trattiene il respiro. In questo tempo non si ha molto potere e si pu\u00f2 solo fare poco rumore, il meno possibile.<\/div>\n<\/blockquote>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Allora mi \u00e8 tornato in mente De Chirico e i suoi spazi urbani in cui ci sono portici e ombre e pupazzi inanimati e molta metafisica. Ci penso spesso quando passeggio per la citt\u00e0 in agosto e non c\u2019\u00e8 nessuno se non io e le pietre cotte dal sole. Solo che agosto sta in una stagione che dura qualche mese e ora c\u2019\u00e8 ancora un po\u2019 di freddo e non si sa quanto durer\u00e0.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Pensare alla citt\u00e0 silenziosa e dechirichiana me l\u2019ha fatta vedere in diversi modi. Vedere con l\u2019occhio dell\u2019arte o attraverso gli occhi degli artisti che hanno mostrato cose familiari come nessuno le aveva mai viste (una delle cose pi\u00f9 belle dell\u2019arte) mi ha fatto pensare a quanto, appunto, l\u2019arte aiuti a vedere un futuro che non \u00e8 ancora e che potrebbe essere come potrebbe non essere. Non tutta l\u2019arte ma insomma, diciamo che certa arte ha la capacit\u00e0 di farlo e non c\u2019\u00e8 altra espressione umana che ci riesca cos\u00ec precisamente.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>De Chirico non dipingeva di certo questi tempi ma dipingeva qualcosa di simile: un tempo assoluto (sospeso) in cui gli umani sono delle macchine inanimate o a volte non ci sono nemmeno. \u00c8 rimasta solo la citt\u00e0 e la memoria di quel che l\u2019uomo ha fatto, ma senza pi\u00f9 l\u2019uomo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Non volevo per\u00f2 parlare di De Chirico. Mi \u00e8 tornato in mente perch\u00e9 ha descritto cos\u00ec bene una condizione umana molto precisa e ora ci siamo dentro. Succedono cose, molte di queste sono orrende, sono appena oltre gli edifici di quella citt\u00e0, appena al di fuori di quella realt\u00e0 metafisica. Tutto il resto \u00e8 molto poco metafisico, purtroppo: \u00e8 reale e fa molto male. Il tempo \u00e8 quello che ci resta fra le mani: \u00e8 tanto o poco? Non si sa: \u00e8 sospeso. \u00c8 oltre ogni criterio di misura. Dura giorni, ore, secondi ma non si sa quanto durer\u00e0 in tutto.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u00c8 una strana condizione. Pochissimi ci hanno mai vissuto, intere generazioni non sanno neanche cosa sia. Non si fanno programmi, il futuro \u00e8 un desiderio, una speranza, uno scongiuro: che sia meglio di ora e pi\u00f9 simile al passato, grazie.<\/div>\n<div>Oppure non si pensa nemmeno pi\u00f9 al futuro, o non come prima. C\u2019\u00e8, arriva, \u00e8 da qualche parte. Ora siamo qui, nel solo presente.<\/div>\n<div>Non \u00e8 proprio un presente filosofico: non \u00e8 il qui e ora, non \u00e8 una condizione ricercata con la meditazione. \u00c8 costretta, vi ci siamo trovati. \u00c8 sospesa, appunto. De Chirico l\u2019aveva gi\u00e0 dipinta, ora ci siamo dentro.<\/div>\n<div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 la terza settimana di quarantena e i giorni della settimana non hanno pi\u00f9 un nome<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":33856,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[92,95],"tags":[311,312,102],"class_list":["post-33854","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa","category-society","tag-coronavirus","tag-covid-19","tag-italia"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33854","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33854"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33854\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/33856"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33854"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33854"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33854"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}