{"id":33832,"date":"2020-03-14T00:31:13","date_gmt":"2020-03-14T00:31:13","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=33832"},"modified":"2022-07-18T18:02:02","modified_gmt":"2022-07-18T18:02:02","slug":"la-citta-degli-uomini-senza-gli-uomini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/la-citta-degli-uomini-senza-gli-uomini","title":{"rendered":"La citt\u00e0 degli uomini senza gli uomini"},"content":{"rendered":"<h4>Uccellini<\/h4>\n<p>Di solito sento gli uccellini cantare verso le 3 di notte. Questa sera cantavano a mezzanotte e mezzo, forse un po\u2019 pi\u00f9 tardi. Magari lo fanno sempre, solo che non me ne sono mai accorto perch\u00e9 ci sono altri rumori a coprirli, qualcuno che parla nella strada qui sotto, le auto che passano, la fontana.<\/p>\n<p>Da qualche giorno non si sente pi\u00f9 nessuno parlare, di macchine ne passano pochissime, la fontana non la sento pi\u00f9, non saprei dire se funziona ancora. Forse dovrebbe funzionare, sarebbe un gesto importante da parte della citt\u00e0, indica che la struttura urbana e la civilt\u00e0 proseguono, che c\u2019\u00e8 qualcuno che ci pensa, le istituzioni esistono ancora. Quindi ho deciso che funziona anche se non sono sicuro di sentirla pi\u00f9. Voglio che funzioni.<\/p>\n<p>\u00c8 da qualche giorno che siamo in quarantena, anche se non si tratta di quarantena. Almeno non in termini medici. Siamo confinati nelle nostre case, tutti noi, tutta l\u2019Italia. Possiamo uscire solo per fare la spesa o per andare al lavoro se non possiamo farlo da casa, per chi un lavoro ce l\u2019ha ancora. I provvedimenti si sono susseguiti con ritmo incalzante: prima hanno aumentato i controlli negli aeroporti, poi hanno chiuso le scuole dopo aver trovato il primo contagiato, poi i morti e gli infettati sono aumentati a tal punto \u2014 pur rispettando quella che avremmo scoperto poi essere una prevedibilissima e prevista curva matematica \u2014 che non c\u2019\u00e8 stato altro da fare che obbligare tutti a stare a casa, per evitare che il virus uscisse con noi e ne infettasse altri. O ci infettasse. Chiss\u00e0 se ce l\u2019abbiamo gi\u00e0 in casa o su un vestito o gi\u00e0 dentro di noi, \u00e8 un pensiero che si fa pensando poi a tutt\u2019altro, non volendoci proprio pensare, pi\u00f9 che altro.<\/p>\n<p>Nessuna generazione ancora viva aveva mai sperimentato niente del genere. La quarantena era una cosa che facevano fare a un animale se lo portavi da un paese straniero, o te la facevano fare se andavi in qualche paese straniero e nel tuo c\u2019era qualche malattia ma era una cosa limitata, riguardava un individuo alla volta, era un racconto esotico che sentivi fare da qualcuno, non ti sarebbe mai successo.<br \/>\nInvece \u00e8 successo, a tutti quanti, contemporaneamente. A decine di milioni di persone che da un giorno all\u2019altro sono scomparse dalle strade e si sono ritirate a casa propria. Ora guardi fuori dalla finestra e vedi la citt\u00e0 vuota e guardi verso un\u2019altra finestra di fronte a te e sai che c\u2019\u00e8 qualcuno che sta facendo la stessa cosa che fai tu: guarda la citt\u00e0 vuota e pensa che c\u2019\u00e8 qualcuno che la sta guardando come lui. Ma non lo vedi, lo pensi solo.<br \/>\nOra siamo 60 milioni di persone alla finestra che fingono per tutta la giornata che essere in casa sia una cosa normale che hanno fatto migliaia di altre volte (ed \u00e8 vero) solo che ora non possono pi\u00f9 uscire per strada quando vogliono, perch\u00e9 devono avere un motivo per farlo e poi la polizia ti vuole fermare e chiedere e sapere perch\u00e9 sei in giro, dovresti stare a casa, avrai un valido motivo per non esserci, ne siamo certi, vero? No, non voglio sentirmi rivolgere queste domande. Sto a casa da giorni, faccio finta che sia normale starci e poi dopo qualche giorno non ti fa nemmeno pi\u00f9 voglia uscire, hai paura che il virus sia l\u00ec fuori ad aspettarti, aspetta solo te, ti sei illuso che una passeggiata non ti avrebbe fatto niente, ora lo vedrai.<\/p>\n<p>Meglio stare in casa.<\/p>\n<h4>Dove sono tutti?<\/h4>\n<p>Quando guardo la citt\u00e0 vuota non la penso come era prima, quando c\u2019erano macchine e persone. Ho spesso desiderato fotografarla senza nessuno, senza neanche macchine. Solo i pieni e i vuoti, senza quegli oggetti che indicano solo che ci sono umani in giro. Volevo fotografare la citt\u00e0 degli uomini al netto degli uomini. Eccola qui, ora la vedo e mi fa una certa impressione.<\/p>\n<p>Non \u00e8 semplice descrivere esattamente quale impressione. Non \u00e8 nostalgia (torneranno gli uomini e torneranno le auto, torneranno le grida e i bambini e gli uccellini non li sentir\u00f2 pi\u00f9). \u00c8 qualcosa di diverso e pi\u00f9 inquietante: ho pensato che quella citt\u00e0 che vedevo senza umani \u00e8 una citt\u00e0 che non ha nemmeno bisogno degli umani. \u00c8 spavalda quella piazza, sono sfrontate quelle strade: dicono che di noi non hanno bisogno. Noi vi abbiamo create e voi ora fate a meno di noi.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>La citt\u00e0 pu\u00f2 fare a meno di noi, e la citt\u00e0 \u00e8 una metafora della realt\u00e0. Il mondo pu\u00f2 fare a meno di noi, forse sta molto meglio senza di noi.<\/em><\/p>\n<h4>Spazio e tempo<\/h4>\n<p>Dopo qualche giorno confinato in casa non sai pi\u00f9 con esattezza che giorno \u00e8. Devi sforzarti un po\u2019 a ricordarti se \u00e8 venerd\u00ec o sabato. Non per il fatto che ogni giorno \u00e8 uguale a un altro ma perch\u00e9 muta la percezione che hai del tempo. Mutano soprattutto gli spazi che ora sono costretti, finiti, non estensibili. Una passeggiata \u00e8 un lusso e anzi non te la puoi permettere (\u00e8 pericolosa) e il corridoio \u00e8 il tuo nuovo marciapiede.<br \/>\nSpazio e tempo, riuniti finalmente nella loro fisica connessione.<\/p>\n<p>La contemporaneit\u00e0 li aveva cos\u00ec stravolti e snaturati, potevi essere in un luogo e in cento altri (lo spazio a pi\u00f9 dimensioni) e potevi raggiungere un luogo o un altro in poco tempo, se era un luogo mentale potevi superare qualsiasi distanza istantaneamente. Ora sei imploso in te stesso, lo spazio \u00e8 limitato, in certi momenti coincide con la tua pelle, con il tuo involucro. Il tempo \u00e8 sempre uguale, quindi \u00e8 indifferente.<\/p>\n<p>Il tempo poi \u00e8 fatto di un presente e di una ragionevole proiezione futura. Ora non pi\u00f9. Si sa quanto durer\u00e0 questa quarantena (continuo a chiamarla cos\u00ec perch\u00e9 ci assomiglia assai, ma non lo, eppure lo \u00e8) ma non si sa se baster\u00e0 o se sar\u00e0 estesa. A pensarci bene il tempo \u00e8 sempre stato oltre il nostro dominio ma in condizioni normali ci si illude che non lo sia, che se ne possa avere un certo dominio. Ora le carte sono svelate: non ne abbiamo nessun dominio.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Lo spazio \u00e8 annullato, il tempo decide di se stesso e non ti comprende.<\/em><\/p>\n<p>Dopo qualche giorno di quarantena non sai pi\u00f9 cosa sono lo spazio e il tempo. Ci eri abituato da una vita e ora non li riconosci pi\u00f9. Davi per scontate tante cose e ora non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 niente di scontato.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 infine un\u2019altra cosa che provoca la quarantena, ed \u00e8 nella parola stessa o nel suo concetto. Te lo dovevi aspettare ma non lo sai mica finch\u00e9 non la provi. Il fatto di non vedere pi\u00f9 persone e di avere annullato qualsiasi sguardo ha azzerato ogni contatto. Non sai pi\u00f9 cosa fanno le persone, cosa pensano. Fino a poco tempo fa potevi scambiare uno sguardo con chi incontravi per strada, potevi immaginare la vita di una donna nel tuo stesso vagone della metropolitana. Ora non pi\u00f9. Ora guardi solo te stesso, ti guardi allo specchio, ti dici che devi mantenere un decoro, domani ti fai la barba, magari ti metti la camicia, domani fingeremo una rassicurante normalit\u00e0 anche se poi non usciremo di casa. Saremmo sempre qui dentro, ma in camicia.<\/p>\n<p>La normalit\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 un insieme di processi automatici e inconsci (mi sveglio, faccio colazione, mi preparo, esco, lavoro ecc.) ma una sequenza conscia, una prova d\u2019attore: non \u00e8 essere normali ma fingere di esserlo.<\/p>\n<p>Non vedere pi\u00f9 nessuno per strada, non poterti raccontare una storia inventata su di lui, non poter leggere la gioia o la preoccupazione o anche il nulla nei suoi occhi ti lascia un po\u2019 smarrito e solo con te stesso. Puoi solo guardarti allo specchio e forse iniziare a conoscerti.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Ciao, io sono te, facciamo conoscenza. Ti ho trascurato, non sono sicuro di volerti conoscere ma non ho altro da fare, non ho altre storie da conoscere, da inventare, da leggere negli occhi di una sconosciuta.<\/em><\/p>\n<p>Non so se la quarantena abbia qualcosa di sinistro per il fatto che ti priva di libert\u00e0 scontate fino a ieri o piuttosto perch\u00e9 ti obbliga a guardarti allo specchio e a decidere chi sei. A capirlo in fondo, finalmente.<br \/>\nChi sei? Hai paura? Quando finir\u00e0 tutto questo? Hai eluso tante domande ma ora hai tempo, fermiamoci a discuterne. La citt\u00e0 non ha bisogno di te, gli altri non esistono pi\u00f9 e non puoi pi\u00f9 sentirti migliore o peggiore di nessuno. Non sei fisicamente solo, vedi altre persone dietro i vetri delle finestre ma sul vetro della finestra a cui ti affacci ti vedi riflesso. Quando guardi fuori dalla finestra non vedi pi\u00f9 la citt\u00e0 vuota, non vedi pi\u00f9 altre vite, non vedi pi\u00f9 una proiezione o una negazione di te stesso. Ora vedi te stesso, riflesso su un vetro.<\/p>\n<p>Che ore sono? Non sento pi\u00f9 gli uccellini, tutto \u00e8 di nuovo silenzioso, maledettamente silenzioso e sono di nuovo solo con me stesso. Forse \u00e8 il caso di presentarsi: mi sa che questa quarantena \u00e8 una via che ha scovato la vita per farmi incontrare con me stesso. O me lo racconto almeno, visto che la storia che posso raccontare ormai \u00e8 solo quella della mia vita, ora, in quarantena. In silenzio, fermo, in uno spazio che improvvisamente \u00e8 limitatissimo.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Nella quarantena stai solo con te stesso. Come va?<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da qualche giorno siamo isolati: da tutto, da tutti. 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