{"id":33539,"date":"2015-04-06T10:34:10","date_gmt":"2015-04-06T10:34:10","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=33539"},"modified":"2022-07-26T16:40:35","modified_gmt":"2022-07-26T16:40:35","slug":"il-rugby","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/il-rugby","title":{"rendered":"Il rugby"},"content":{"rendered":"<p id=\"1d95\">Che il rugby sia diverso dal calcio praticamente in ogni suo aspetto \u00e8 cosa nota: dalla forma della palla a quella dei suoi giocatori\u200a\u2014\u200aoltre che ovviamente alle regole e al campo\u200a\u2014\u200anon c\u2019\u00e8 niente che li accomuni. E per fortuna.<\/p>\n<p id=\"64e3\">Se si dovesse ridurre ad un grafico una partita di rugby questo sarebbe composto da tratti lineari pi\u00f9 o meno lunghi e da cuspidi pi\u00f9 o meno pronunciate. Le cuspidi sono le azioni, i tratti lineari sono i momenti in cui il gioco \u00e8 fermo. O apparentemente fermo: perch\u00e9 si discute con l\u2019arbitro, perch\u00e9 si gioca una touche, perch\u00e9 ci si contende una palla. Si \u00e8 capito che non ne so niente di rugby? Non ne so niente. Ho visto poche partite in tutta la mia vita ma ne ho sempre amato lo spirito, fuori e dentro il campo. E la strategia e la visione di gioco. Il fatto che la linea della meta sia guadagnata passando la palla all\u2019indietro invece che in avanti, come se allo sforzo dell\u2019avanzare si aggiungesse un impedimento artificiale: non \u00e8 magnifico? \u00c8 come autosabotarsi (anche se c\u2019\u00e8 un motivo e lo so e me l\u2019hanno spiegato ma non lo ricordo\u200a\u2014\u200anon so niente di rugby, ripeto).<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/1h_HVq8OYoZO5Pii4ydg0YA-1024x585.png\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"585\" \/><\/p>\n<p id=\"5a28\">Nel rugby non si procede mai linearmente, ma per lievi avanzamenti che obbligano a guardare al passato, per costruire il futuro. Sai che l\u2019obiettivo \u00e8 l\u00e0 in fondo, sempre pi\u00f9 vicino, ma sai che molteplici ostacoli ti separano dal raggiungerlo. E che puoi superarli solo con i tuoi compagni. Per questo \u00e8 forse uno sport molto pi\u00f9 di squadra di tanti altri: senza la squadra nessuno primeggia. Uno va in meta ma ci va per il lavoro di squadra, non perch\u00e9 come un attaccante di calcio \u00e8 partito da met\u00e0 campo e ha scartato chiunque. Deve costruire l\u2019azione assieme a tutti gli altri, ne ha bisogno. Non esiste (non credo che esista) un attaccante nel rugby: qualsiasi attaccante verrebbe abbattuto dopo 3 passi, con una serie di implacabili e mortali placcaggi.<br \/>\nInvece per andare in meta devi usare la strategia, costruire il gioco, spingere e sfondare a volte.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/1WpJQmCAnbU-YVX5_tGY3WA-1024x680.png\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"680\" \/><\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3 id=\"150e\">Un gioco sincero, pi\u00f9 umano, pi\u00f9 vero<\/h3>\n<p>L\u2019analisi del grafico di una partita di rugby assomiglia moltissimo alla vita: momenti di felicit\u00e0 in cui le cose funzionano (la squadra \u00e8 in azione in un moto armonico) e brusche interruzioni. Meditazioni (touche o mischie), non calme come una meditazione trascendentale ma comunque attimi di concentrazione e focalizzazione molto intensi.<br \/>\nNon \u00e8 un gioco esteticamente bello e fluido come il calcio o la pallavolo ma nella sua forte fisicit\u00e0 riesce ad essere pi\u00f9 reale e vero della vita stessa. Anzi, \u00e8 come la vita: non \u00e8 fluido per niente, non permette allo spettatore di capire esattamente cosa succede in certi momenti in campo (della mischia si vede l\u2019esito, quando l\u2019ovale viene espulso ma non si pu\u00f2 vedere cosa accade all\u2019interno della mischia stessa).<\/p>\n<h3 id=\"a090\">Ogni centimetro conta<\/h3>\n<p>C\u2019\u00e8 quel famoso monologo di Al Pacino coach di una squadra di football americano in <em>Ogni maledetta domenica<\/em> (che va bene anche per il rugby, mi sia concesso) che incita i suoi giocatori:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">\n<p>La vita \u00e8 un gioco di centimetri, e cos\u00ec \u00e8 il football. Perch\u00e9 in entrambi questi giochi, la vita e il football, il margine di errore \u00e8 ridottissimo.<br \/>\nPerci\u00f2 o noi risorgiamo adesso come squadra, o saremo annientati individualmente. \u00c8 il football ragazzi, \u00e8 tutto qui. Allora, che cosa volete\u00a0fare?\u00a0\u00a0Nel rugby conta ogni centimetro e ogni centimetro te lo conquisti con sforzi immani e superando ostacoli sconosciuti a giochi che di fisico hanno molto meno o pochissimo.\u00a0Credo sia anche questo che rende molto pi\u00f9 umani e simpatici i giocatori di rugby: non possono mai dimenticare che ogni centimetro conta, che ad ogni passo puoi essere abbattuto e che non sei solo, mai.\u00a0<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/1LipVKAMTW8BnUeslQmZllg-1024x676.png\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"676\" \/><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scritto da uno che non ne capisce niente<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":33543,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[209,92,95],"tags":[289,290],"class_list":["post-33539","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italia","category-societa","category-society","tag-rugby","tag-sport"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33539","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33539"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33539\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/33543"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33539"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33539"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33539"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}