{"id":33521,"date":"2016-01-18T07:23:37","date_gmt":"2016-01-18T07:23:37","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=33521"},"modified":"2022-07-27T16:50:57","modified_gmt":"2022-07-27T16:50:57","slug":"blackstar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/blackstar","title":{"rendered":"Blackstar"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: 'Libre Baskerville'; font-size: revert;\">Nei due video sino ad ora pubblicati tratti da Blackstar\u200a\u2014\u200al\u2019ultimo stupendo album che ci ha donato pochi giorni prima di morire\u200a\u2014\u200aBowie appare con gli occhi fasciati. Due bottoni li sostituiscono e l\u2019effetto \u00e8 molto straniante, per non dire sinistro.<\/span><\/p>\n<section><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/1qoL47VcSw1Y4UAuxeCvYNw.jpeg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"567\" \/><\/p>\n<\/section>\n<section>\n<p id=\"cbdf\">Nell\u2019ultima parte della sua vita Beethoven era completamente sordo. Nell\u2019ultima parte della sua vita Beethoven compose i suoi migliori quartetti per archi. Cos\u00ec avanti da risultare\u200a\u2014\u200aimmagino\u200a\u2014\u200aquasi incomprensibili ai suoi contemporanei.<\/p>\n<p>Forse solo chi ha ascoltato molto jazz\u200a\u2014\u200adi quello difficile\u200a\u2014\u200apu\u00f2 capirne la grandezza e misurare quanto al tempo potessero sembrare fuori da ogni gusto dell\u2019epoca. Si racconta che delle sue composizioni per pianoforte dicesse \u00abEcco qualcosa che dar\u00e0 del filo da torcere ai pianisti. Quando le eseguiranno fra 50 anni\u00bb.<\/p>\n<p>Non uso questo esempio per dire che Blackstar \u00e8 incomprensibile, perch\u00e9 non lo \u00e8. Ci sono alcune tracce, come Lazarus o Dollar Days, che sono perfettamente contemporanee, gradevoli, gentili quasi: delle ballate bowieiane, dei malinconici, riflessivi, perfetti classici. Pur non essendo delicate nelle parole. Non vogliono compiacere ma hanno un\u2019apparenza gradevole.<\/p>\n<p>Ce ne sono altre, come l\u2019intro Blackstar, che invece spiazzano e richiedono un ascolto molto attento: Bowie canta su una batteria in levare che segue un ritmo diverso dalla sua voce. Come sentire due tracce diverse e con tempi difformi suonate assieme. Blackstar si presenta disturbando e creando disagio.<\/p>\n<p>Ho pensato a Beethoven perch\u00e9 considero quei quartetti enigmatici da qualche decennio almeno (non me li spiego\u200a\u2014\u200aspero di non riuscirci mai) e perch\u00e9 entrambi hanno lavorato per sottrazione. Una imposta e fisiologica, quella di Beethoven, e una non cos\u00ec evidente come quella di Bowie.<\/p>\n<p>Mi ci ha fatto pensare quella fascia e quella cecit\u00e0 cos\u00ec esibita. Entrambi hanno sentito meno o hanno visto meno, ed entrambi hanno illuminato meglio che se avessero udito, che se avessero sentito. Si dice che chi perde l\u2019uso di un senso acuisce quelli che gli restano. Chi non vede sente meglio. Chi non parla ascolta con pi\u00f9 attenzione. Le percezioni captate dai sensi superstiti sono potenziate. Non \u00e8 insomma insolito nemmeno dal punto di vista medico che Beethoven abbia potuto sviluppare un udito interno che gli ha fatto comporre quei quartetti.<\/p>\n<\/section>\n<section>\n<p id=\"b694\">Non so se nel caso di Bowie la malattia abbia inciso. Probabilmente non lo si scoprir\u00e0 mai e non ha molta importanza. Ci sono molti riferimenti alla morte e alla fine nei testi di Blackstar ma non mi stupirei se li avesse scritti 40 anni fa. Quello che importa \u00e8 che il vuoto lasciato da quello che Beethoven e Bowie stavano perdendo \u00e8 stato colmato da entrambi con la musica, con l\u2019arte. Non da una meditazione malinconica ma da una cosa nuova. Cose mai sentite prima. Forse in maniera pi\u00f9 evidente in Beethoven ma non di meno in Bowie.<\/p>\n<p>Bowie, un artista che ha elevato il pop a forma d\u2019arte. Perch\u00e9 la sua forma d\u2019arte era la canzone e la canzone \u00e8, stupidamente, una forma d\u2019arte minore. Popolare ma non per questo incapace di vette sublimi. La canzone era la sua lingua e con quella si esprimeva superlativamente.<\/p>\n<p id=\"a871\">Quindi le sette tracce di Blackstar sono canzoni: la prima pi\u00f9 lunga, le altre meno ma comunque di pi\u00f9 della famigerata lunghezza del cosiddetto \u201cradio edit\u201d, cio\u00e8 la durata radiofonica di 3 minuti e mezzo. Sono tracce che vogliono dire qualcosa di pi\u00f9 e si prendono il loro tempo. E lo fanno con forme non sempre compiacenti perch\u00e9 anche e soprattutto nella sua ultima opera Bowie non voleva compiacere nessuno, come del resto ha fatto per tutta la sua vita. Voleva solo dire quello che aveva da dire e che sentiva di dover dire. Per il rispetto sacro che aveva della sua arte, che doveva essere sempre venerata ed esaltata.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Quel che la vita tolse a entrambi, loro colmarono con l\u2019arte. Potrebbe essere un adeguato epitaffio per questi due generosi artisti che fecero la loro arte fino alla fine. La loro sublime\u00a0arte.<\/em><\/p>\n<p id=\"ce35\">C\u2019\u00e8 un altro particolare di Blackstar: la voce di Bowie. Sempre la sua voce, incredibilmente stabile e costante nei decenni, con lo stesso inconfondibile timbro eppure qui ancora pi\u00f9 ricca di sottintesi e sfumature. Usata come uno strumento incredibilmente malleabile e complesso. Dalla sussurrata Blackstar ai picchi gioiosi di Dollar Days, la sua voce \u00e8 uno strumento usato con sapienza e precisione, per un motivo.<\/p>\n<p id=\"a13f\">L\u2019arte pi\u00f9 elevata non ha una ragione apparente. Pu\u00f2 anche risultare incomprensibile. Ma esiste sempre un momento nel tempo in cui le sue ragioni si spiegano: quando i perch\u00e9 degli elementi che la compongono hanno una ragione d\u2019essere e formano un equilibrio armonioso. La batteria in levare di Blackstar pu\u00f2 risultare fastidiosa oggi, ma completa una voce trascinata e meditativa. Non poteva starci altro.<\/p>\n<p id=\"5474\">L\u2019arte \u00e8 una sottrazione: quello che c\u2019\u00e8 serve e c\u2019\u00e8 solo quello che serve. Quello che la vita toglie all\u2019artista l\u2019arte lo compensa.<\/p>\n<p>Bowie non vede pi\u00f9, Beethoven non sentiva pi\u00f9. Ma le privazioni gli fecero sentire meglio, pi\u00f9 nitidamente. Noi dobbiamo ascoltare. E ringraziarli, entrambi.<\/p>\n<\/section>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ultimo\u200a\u2014\u200aper sempre\u200a\u2014\u200adi Bowie \u00e8 un album semplicemente stupendo<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":33523,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[199,91,19],"tags":[288,159],"class_list":["post-33521","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-creativita","category-cultura","category-music","tag-david-bowie","tag-music"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33521","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33521"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33521\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/33523"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33521"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33521"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33521"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}