{"id":33405,"date":"2015-05-25T16:33:04","date_gmt":"2015-05-25T16:33:04","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=33405"},"modified":"2022-07-13T15:18:41","modified_gmt":"2022-07-13T15:18:41","slug":"la-morte-della-battuta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/la-morte-della-battuta","title":{"rendered":"La morte della battuta"},"content":{"rendered":"<p id=\"29ce\">La Guzzanti che faceva la Marini era qualcosa di geniale: con i suoi doppisensi involontari, con quei giochi di parole altrettanto involontari e altrettanto irresistibili.<\/p>\n<p id=\"e95c\">Poi \u00e8 arrivato Twitter e i giochi di parole sono stati esplorati in ogni loro possibile variante. Fino allo sfinimento, fino alla nausea.<\/p>\n<p id=\"6092\">Ho rivisto la Guzzanti che faceva una Marini aggiornata tempo fa. Non faceva nemmeno ridere, perch\u00e9 prevedevi ogni battuta avrebbe detto. Ogni gioco di parole era stato svelato, detto, scritto su Twitter. Faceva tristezza.<br \/>\nEra fuori tempo, asincrona. Superata.<\/p>\n<h4 id=\"a5cb\">La differenza<\/h4>\n<p>Un conto \u00e8 scrivere battute, un conto \u00e8 dirle. Ho sentito battutisti leggere le proprie battute ed essere patetici e ho sentito comici come Luttazzi recitare quelle di altri (a insaputa del pubblico) ma farti ammazzare dal ridere. Non per le battute in s\u00e9\u200a\u2014\u200ao non solo\u200a\u2014\u200ama perch\u00e9 a dirle erano loro. Il comico \u00e8 quello che sale su quel palco e conosce i modi, i ritmi, i toni e ti porta dove vuole. Un battutista potr\u00e0 scrivergliele, ma su quel palco ci va lui e lui ti obbliga a seguire il suo spartito e i suoi ritmi. Solo lui \u00e8 capace di dare coerenza a uno spettacolo, di intrattenere. Perch\u00e9 far ridere una volta \u00e8 facile, far ridere per 2 ore di fila \u00e8 molto pi\u00f9 complicato. Devi raccontare qualcosa, iniziare un discorso e finirlo, portando in giro chi ti ascolta. Per questo non perdoner\u00f2 mai Luttazzi per aver copiato ma lo perdoner\u00f2 perch\u00e9 quel palco lo calcava lui e sapeva benissimo come farlo. Quindi \u00e8 una patta alla fine.<\/p>\n<h4 id=\"dd33\">A piccole\u00a0dosi<\/h4>\n<p>Il problema delle battute sui social \u00e8 duplice: la qualit\u00e0 \u00e8 abbastanza buona (pi\u00f9 abbastanza che buona) e il loro numero \u00e8 eccessivo. Ci sono account che fanno solo quello: ininterrottamente solo battute.<br \/>\nLa pizza \u00e8 buona ma non la mangerei tutti i giorni. Hey Jude \u00e8 una canzone perfetta ma ascoltata 35 milioni di volte pu\u00f2 risultare fastidiosa.<br \/>\nLeggere solo battute provoca un unico risultato: l\u2019ardente desiderio di picchiare chi le fa. O di non seguirlo pi\u00f9. Cosa che io faccio da anni: gli account che fanno solo battute sono i pi\u00f9 pallosi che si possano trovare, peggio anche di chi posta criptici link a facebook che nessuno mai legger\u00e0.<br \/>\n\u00c8 come quell\u2019amico bravissimo a raccontare barzellette: bello farci una cena assieme, oh come ti diverti. Una volta all\u2019anno. Basta grazie.<\/p>\n<h4 id=\"4dba\">Il linguaggio<\/h4>\n<p>Pi\u00f9 che la battuta in s\u00e9 il problema mi pare la costruzione della stessa. Molti le fanno senza sapere bene come: le battute sono espresse a parole e sono quindi intimamente legate al linguaggio. La loro costruzione deve essere altrettanto precisa e minuziosa. E questa \u00e8 solo una parte della questione: vanno poi dette, recitate. E infine inserite nel contesto di un qualcosa che intrattenga.<br \/>\nQuesto mancher\u00e0 sempre a chi non lo fa di mestiere o, anche lo facesse, non ne \u00e8 capace: saper tenere la tensione. Come farlo? Percependo il pubblico e le sue reazioni, sentendolo insomma. Cosa impossibile da fare quando il pubblico ti legge e al massimo ti mette un like o ti risponde \u201c@battutista AHAHAH\u201d.<\/p>\n<p id=\"124c\">E soprattutto conoscere una regola che ogni comico sa bene: quando non fare battute. E quando smetterla di farne.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le battute non mi fanno pi\u00f9 ridere<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":33408,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[20,92,95],"tags":[269,256,253,257,180,252,270],"class_list":["post-33405","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-social","category-societa","category-society","tag-battute","tag-commentatori","tag-facebook","tag-haters","tag-social","tag-twitter","tag-umorismo"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33405","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33405"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33405\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/33408"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33405"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33405"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33405"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}