{"id":32969,"date":"2017-06-11T15:30:40","date_gmt":"2017-06-11T15:30:40","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=32969"},"modified":"2022-07-15T19:26:55","modified_gmt":"2022-07-15T19:26:55","slug":"francesco-vezzoli-guarda-la-tv","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/francesco-vezzoli-guarda-la-tv","title":{"rendered":"Francesco Vezzoli guarda la TV"},"content":{"rendered":"<p id=\"d468\" data-selectable-paragraph=\"\">Di opere di Vezzoli alla <a href=\"http:\/\/www.fondazioneprada.org\/project\/tv-70-francesco-vezzoli-guarda-la-rai\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">sua mostra alla Fondazione Prada<\/a> non ce ne sono o quasi. Si potrebbe anzi dire che tutta la mostra in quanto corpus sia la sua unica opera, composta di singole opere di diversi artisti. Del resto Vezzoli \u00e8 famoso per quel tipo di arte \u2014 la videoarte \u2014 per la quale ancora ci si chiede se sia paragonabile alle altre (la mia risposta: s\u00ec, per quanto resti il dubbio della sua durabilit\u00e0 e conservazione) e raccogliendo questa TV 70 tutti brani della televisione italiana di quegli anni, si pu\u00f2 dire che presi nel loro insieme questi siano una nuova opera di Vezzoli, che \u00e8 pi\u00f9 un montatore o un selezionatore in questo caso, senza nulla togliergli (la mostra \u00e8 realizzata in collaborazione con Massimo Bernardini e Marco Senaldi e il percorso espositivo \u00e8 stato progettato da Mathias Augustyniak e Michael Amzalag).<\/p>\n<p id=\"c5d1\" data-selectable-paragraph=\"\">La mostra si articola in diversi luoghi della Fondazione. In ognuno vi sono video, in alcuni anche opere di artisti del tempo, confrontate a interviste a loro stessi. Quindi vedi un Guttuso e dietro di te c\u2019\u00e8 lui stesso che ne parla e non \u00e8 male, affatto. A parte la cacofonia assordante che questo comporta: sebbene l\u2019audio sia diretto solo verso l\u2019osservatore, non si riesce a non ascoltare il brusio degli altri artisti che borbottano a fianco e dietro di te. Potrebbe essere una sottile costruzione della curatela di Vezzoli a ben pensarci: artisti che parlano addosso a se stessi e ad altri artisti. Potrebbe, ma il baccano \u00e8 davvero notevole.<\/p>\n<p data-selectable-paragraph=\"\">\n<p data-selectable-paragraph=\"\">\n<p data-selectable-paragraph=\"\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/1-PCj1ZqKOUnLSiSSpR3yWEA-1024x711.jpeg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"711\" \/><\/p>\n<p>Vezzoli dice che dopo aver vissuto 20 anni negli USA e solo dopo essere tornato recentemente in Italia si \u00e8 accorto di quanto la amasse. Per\u00f2 l\u2019ha trovata sfiduciata e piegata su se stessa. Quindi \u00e8 ritornato a quegli anni trascorsi a guardare la tv per interi pomeriggi, quando i suoi genitori lo lasciavano a casa con la nonna. A quel tempo la televisione non era come oggi. Non era uno elettrodomestico passivo ma c\u2019era ancora una qualche illusoria fiducia nella sua funzione educativa. Per questo capitava di vederci interviste ad artisti e attori e registi che allora, cosa impensabile oggi, erano stimati per il loro ruolo intellettuale e quindi sociale. Si pensava che, magari incomprensibili ma poich\u00e9 artisti, andassero ascoltati.<\/p>\n<p>Oggi gli artisti sono ascoltati solo all\u2019interno dei loro circoli o se ne vanno in tv solo se hanno fatto un qualche successo oceanico che non si pu\u00f2 fingere di non vedere. Ma normalmente \u00e8 impossibile vederli nella tv del pomeriggio che non guardo poi nemmeno pi\u00f9 perch\u00e9 non ho tempo o voglia e perch\u00e9 quel poco che ne ho visto mi ha fatto pensare che si sia trasformata in qualcosa di orrendo che non voglio vedere. Comunque: al tempo vedevi altre cose e di grande qualit\u00e0. C\u2019\u00e8 un Proietti per esempio che mette in scena uno Shakespeare sperimentale di grande forza e poi pensi che ora Proietti fa qualche serie tv forse e il teatro lo fa solo a teatro e quel teatro in tv non ci arriver\u00e0 mai. Tutta la prima parte di TV 70 \u00e8 piena di questi frammenti, assieme a opere del tempo allestite con espositori molto evidenti e sproporzionati, quasi dei totem fatti di volumi sovrapposti, che se citano qualcosa beh, quel qualcosa m\u2019\u00e8 sfuggito.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Screen-Shot-2019-12-12-at-16.32.53-1024x453.png\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"453\" \/><\/p>\n<p>Un\u2019altra sezione \u00e8 introdotta da una sala di ritagli di giornale di Nanni Balestrini che prepara a una selezione dei telegiornali che annunciavano le sciagure che hanno segnato l\u2019Italia moderna: l\u2019Italicus, l\u2019omicidio di Walter Tobagi, quello di Pasolini, la gambizzazione di Montanelli, il terremoto in Friuli. Negli anni \u201970 accaddero tutte queste cose e molte altre e sar\u00e0 il vederle tutte assieme, ma si riesce addirittura a pensare che non viviamo in tempi cos\u00ec sciagurati.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/1-KNJLznXtEHSEZwbDrjUVbA-1024x760.jpeg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"760\" \/><\/p>\n<p id=\"6bba\" data-selectable-paragraph=\"\">Ma non \u00e8 un percorso filologico e non \u00e8 una mostra didascalica questa. Vezzoli \u00e8 pur sempre un artista e quindi la sua opera \u00e8 quella del curatore, forse di un artista curatore o viceversa: uno che usa le opere di altri per riarrangiarle in una nuova opera. Di certo qualcosa di diverso da un curatore perch\u00e9 Vezzoli si libera della necessit\u00e0 scientifica e rimonta la realt\u00e0 passata secondo la sedimentazione delle sua memoria o il vezzo del suo senso artistico.<\/p>\n<p data-selectable-paragraph=\"\">\n<p data-selectable-paragraph=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Screen-Shot-2019-12-12-at-16.33.02-1024x677.png\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"677\" \/><\/p>\n<p data-selectable-paragraph=\"\">\n<p id=\"1503\" data-selectable-paragraph=\"\">Del resto tutta la sua opera \u00e8 sempre stata un tentativo di dialogo con il passato, spesso cercando di emendarlo, di riaggiustarlo, come nel caso di <em>Trailer for a remake of Gore Vidal\u2019s Caligula <\/em>che in origine era un film di Tinto Brass che soffr\u00ec problemi realizzativi e distributivi e di cui gir\u00f2 nel 2005 un trailer (in alcuni casi utilizzando gli stessi attori che parteciparono all\u2019originale) per rendere onore alla sceneggiatura di Vidal e risarcire il grande americano, che vi partecip\u00f2 divertito (dopo aver abbandonato il progetto originario che riteneva avesse tradito il suo lavoro).<br \/>\nNel caso di TV 70 Vezzoli non vuole nemmeno prendere una macchina del tempo per tornare a quei pomeriggi trascorsi a guardare la TV. Forse anche in questo caso ci\u00f2 che gli interessa \u00e8 capire a che punto qualcosa \u00e8 andato storto, ritornando indietro sui passi di tutti noi, di una nazione intera.<\/p>\n<p id=\"6b56\" data-selectable-paragraph=\"\">Nell\u2019apparente libertismo dei suoi video precedenti c\u2019era invece un forte moralismo, ma non inteso negativamente. C\u2019\u00e8 anche un moralismo che non condanna a posteriori, che \u00e8 pi\u00f9 interessato a un\u2019indagine sulla materia e sulla costruzione della societ\u00e0 o infine che analizza come una generazione \u00e8 diventata adulta e che strade ha scelto, che progetto ha messo in atto.<br \/>\nVezzoli individua in quegli anni una splendida adolescenza \u2014 sfrontata e fantasiosa, violenta ma prolifica \u2014 che \u00e8 diventata un corpo adulto irriconoscibile: egoista, egocentrato, incattivito, depresso e senza alcuna intenzione di immaginare un futuro diverso.<\/p>\n<p data-selectable-paragraph=\"\">\n<p style=\"padding-left: 40px;\">Cosa \u00e8 successo? Il terrorismo ci ha tolto l\u2019innocenza? Abbiamo perso ogni incanto crescendo? Di certo abbiamo perso la capacit\u00e0 di immaginare e sperimentare. Abbiamo scambiato il capitale umano con quello economico.<\/p>\n<p id=\"d1e3\" data-selectable-paragraph=\"\">Oggi non si fa pi\u00f9 niente per il gusto di provarci, per la pura sperimentazione. Oggi solo ci\u00f2 che produce reddito ha diritto di finire in tv e quindi si riproduce sempre lo stesso medesimo spettacolo. Gli scarti sono minimi e sempre molto controllati e pianificati per garantire all\u2019investitore il ritorno dei soldi che ha speso.<\/p>\n<p id=\"7f52\" data-selectable-paragraph=\"\">Non vorrei fare la critica del capitalismo e neanche dire che poi a un certo punto tutto \u00e8 diventato meno interessante. Credo che a quel tempo la televisione fosse talmente giovane che nessuno sapeva ancora bene come usarla. Non c\u2019era nemmeno l\u2019incubo per gli autori e le produzioni degli ascolti. Forse facevano cose senza saper bene quanti le vedevano.<\/p>\n<p data-selectable-paragraph=\"\">\n<h3 id=\"8a35\">Popolarit\u00e0 e influenza<\/h3>\n<p id=\"6317\" data-selectable-paragraph=\"\">Da quando la tv \u00e8 commerciale (compresa quella pubblica) l\u2019unico parametro che importa \u00e8 un numero: gli ascolti. \u00c8 la misura della popolarit\u00e0 e quindi dell\u2019appetibilit\u00e0 commerciale di una trasmissione televisiva. Sar\u00e0 che sono anni che non guardo pi\u00f9 la tv ma mi chiedo quali saranno fra 20 anni le trasmissioni memorabili. Un 40enne del 2040 cosa si ricorder\u00e0 di questi anni? Il Vezzoli del futuro cosa rimonter\u00e0? Avr\u00e0 materiale interessante? Non penso proprio. In questi decenni abbiamo scambiato la popolarit\u00e0 di qualcosa per il fatto che fosse anche culturalmente rilevante. Ci sono trasmissioni molto popolari che hanno un\u2019influenza inesistente e che non ricorder\u00e0 pi\u00f9 nessuno e altre che hanno un pubblico meno vasto ma molta pi\u00f9 forza di influenzare la cultura. Ci sono scrittori, registi, fotografi, designer e stilisti molto famosi che non lasceranno niente, che hanno vissuto per produrre capitale e non cultura e che finiranno cancellati dalla storia. Altri, invece, che influenzarono e influenzeranno molto di pi\u00f9 e pi\u00f9 profondamente pur non avendo avuto grande popolarit\u00e0.<\/p>\n<p id=\"866c\" data-selectable-paragraph=\"\">Ci sono anche artisti come Vezzoli che, pur educati in maniera raffinata, sono attratti proprio dall\u2019indagine sulla cultura popolare. Forse perch\u00e9 il desiderio di ogni artista \u00e8 non solo quello di dire ma soprattutto di essere ascoltato e capire il meccanismo che rende popolare un\u2019invenzione intellettuale \u00e8 il sacro Graal di ogni intellettuale. Forse, infine, Vezzoli \u00e8 in questo caso pi\u00f9 intellettuale che artista \u2014 forse pi\u00f9 curatore che altro, ma non \u00e8 affatto un demerito, perch\u00e9 si pu\u00f2 permettere di essere un curatore a-scientifico. Proprio quando espone la sua intimit\u00e0 parlando della sua giovent\u00f9 \u2014 costruendoci addirittura un\u2019intera esposizione attorno \u2014 Vezzoli \u00e8 meno artista di quanto ci si aspetterebbe da lui: l\u2019unica sua vera opera esposta a TV 70, cio\u00e8 il video <em>Trilogia della Rai<\/em> proiettato nel Cinema della Fondazione e costruito su spezzoni di trasmissioni RAI montati in modo da creare dialoghi e connessioni fra frammenti di televisione distanti negli anni e negli intenti, \u00e8 una specie di super Blob o di Blob molto artistico perch\u00e9 l\u2019ha fatto Vezzoli ma non ha la raffinatezza intellettuale di altre sue opere video. Non \u00e8 una rifondazione come nel caso di <em>Caligula<\/em>, non \u00e8 un telefilm trasformato in arte come era <em>Democrazy. <\/em>\u00c8 un\u2019opera intelligente e divertente, ma non molto pi\u00f9.<\/p>\n<p id=\"7544\" data-selectable-paragraph=\"\">E in fondo lo trovo coerente, perch\u00e9 l\u2019opera di Vezzoli pi\u00f9 importante esposta a TV 70 non \u00e8 <em>Trilogia della Rai<\/em> ma \u00e8 l\u2019intera Tv 70. Di cui Vezzoli \u00e8, gi\u00e0 dal titolo, non solo il curatore ma il capolavoro esposto in quanto tale. \u00c8 lui che guarda la TV, non la TV di quegli anni in quanto tale.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Vezzoli della mostra TV 70 alla Fondazione Prada \u00e8 un artista o un curatore?<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":32973,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[90,20,92],"tags":[81,80,190,189],"class_list":["post-32969","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-art","category-social","category-societa","tag-art","tag-arte","tag-fondazione-prada","tag-francesco-vezzoli"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32969","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32969"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32969\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/32973"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32969"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32969"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32969"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}