{"id":32926,"date":"2018-01-19T15:02:11","date_gmt":"2018-01-19T15:02:11","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=32926"},"modified":"2022-07-14T00:26:54","modified_gmt":"2022-07-14T00:26:54","slug":"siamo-in-troppi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/siamo-in-troppi","title":{"rendered":"Siamo in troppi"},"content":{"rendered":"<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"32926\" class=\"elementor elementor-32926\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-650d557 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default neuron-fixed-no\" data-id=\"650d557\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\" data-settings=\"{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;}\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-479c8e7\" data-id=\"479c8e7\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\" data-settings=\"{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;}\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b1b4e01 elementor-widget__width-auto elementor-drop-cap-yes elementor-drop-cap-view-default elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"b1b4e01\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-settings=\"{&quot;drop_cap&quot;:&quot;yes&quot;}\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Libre Baskerville;\">C\u2019\u00e8 una particolare sensazione che provo ogni volta che guardo certi siti di fotografia o che vado al Salone del Mobile o che guardo Archdaily. Ogni volta, per far meglio capire, che affronto una certa potente concentrazione di talento e belle (pi\u00f9 o meno belle) cose. Uso questi esempi perch\u00e9 mi sono familiari e personali: per altri potrebbe essere la categoria delle ceramiche contemporanee su Pinterest o quella delle cornici su Etsy. \u00c8 un sentimento ambivalente e fortemente bipolare: \u00e8 un misto di esaltazione e ammirazione per la quantit\u00e0 incredibile di talento che la rete ha reso accessibile (sia per chi ce l\u2019ha, sia per chi ne ammira i risultati) e allo stesso tempo una leggera depressione. Neanche tanto leggera. Queste esperienze per me si compongono di un\u2019iniziale esaltazione (\u201cMio dio, quanto talento, quanta bellezza\u201d) e un conseguente picco depressivo (\u201cTroppo talento, troppe cose belle. Tutti sono meglio di me, io non sar\u00f2 mai cos\u00ec bravo\u201d).<\/span><\/p><p><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Libre Baskerville;\">\u00a0<\/span><\/p><p><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Libre Baskerville;\">Andiamo sul personale per una volta: quanti, e parlo specialmente a chi aspira ad avere o ha un lavoro che richiede creativit\u00e0, ha mai provato questa sensazione? Certi giorni pensi di aver scritto una bella cosa, fatto un bel disegno o una foto, progettato qualcosa di bello se sei architetto o designer. Il tuo ego artistico o, senza esagerare, almeno quello creativo \u00e8 soddisfatto. Poi non hai ancora sonno e ti metti a guardare in giro cosa fanno gli altri e commetti cos\u00ec un errore grossolano. Perch\u00e9 inevitabilmente penserai che gli altri, molti altri, praticamente tutti gli altri, hanno fatto cose molto pi\u00f9 belle delle tue. Parlando sempre in prima persona: avranno fatto un\u2019illustrazione pi\u00f9 bella, una foto pi\u00f9 bella, un progetto pi\u00f9 bello, avranno scritto un pezzo maledettamente pi\u00f9 intelligente e interessante del tuo. E il problema \u00e8 che \u00e8 vero.<\/span><\/p><p><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Libre Baskerville;\">\u00a0<\/span><\/p><p><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Libre Baskerville;\"><a href=\"https:\/\/splinternews.com\/to-all-the-young-journalists-asking-for-advice-1793845145\">Questo pezzo del giornalista economico Felix Salmon<\/a> \u00e8 datato 2015. Mi \u00e8 capitato di leggerlo solo oggi ma mi pare assai attuale. Considerato che ha pi\u00f9 di 2 anni e considerato quello che dice, la situazione che descrive non pu\u00f2 che essere peggiorata. In poche parole: Salmon, oggi ormai 45enne, d\u00e0 consigli agli aspiranti giornalisti. Riassumendo dice \u201cFate dell\u2019altro\u201d. Descrive anche la sua carriera e dice di essere stato sia tenace e capace che fortunato. In fondo ha sempre fatto quello che gli piaceva fare e alla sua non di certo veneranda et\u00e0 \u00e8 arrivato a guadagnare molto e ad avere una solida posizione. Dice anche altre cose interessanti, tipo che<\/span><\/p><p><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Libre Baskerville;\">\u00a0<\/span><\/p><ul style=\"list-style-type: disc;\"><li><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Libre Baskerville;\">Oggi si leggono cose interessantissime scritte da giornalisti e scrittori di grande talento. Molto pi\u00f9 che in passato. La qualit\u00e0 media \u00e8 molto alta. Ma \u2014 ed \u00e8 un grande \u201cma\u201d \u2014 il grande numero di professionisti di talento segue una semplice regola economica, vera e verificata da secoli: pi\u00f9 \u00e8 grande l\u2019offerta, pi\u00f9 si abbassa il valore individuale. Se sei uno dei 100 giornalisti pi\u00f9 bravi sul mercato vali milioni di dollari. Se sei uno dei 100.000 pi\u00f9 bravi\u2026 beh, fatti due conti.<\/span><\/li><li><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Libre Baskerville;\">Lui non fa mistero di essere un privilegiato: ha studiato in prestigiose universit\u00e0, ha un accento britannico \u201cChe mi fa sembrare pi\u00f9 intelligente di quanto io non sia\u201d. Sa comunque di essere intelligente e sa di essere un privilegiato. E te lo sbatte in faccia. Pu\u00f2 essere antipatico ma non si pu\u00f2 dire che sia un ipocrita.<\/span><\/li><li><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Libre Baskerville;\">Oggi (e lui lo diceva nel 2015) parlare di blog \u00e8 quasi ridicolo. Chi ci scrive non si considera un blogger, ma allo stesso tempo non vuole nemmeno considerarsi giornalista. In verit\u00e0 per\u00f2, conclude diabolicamente Salmon, \u00e8 a quel tipo di stabilit\u00e0 professionale che, lo si ammetta o meno, chi vuol vivere di questo mestiere pensa.<\/span><\/li><\/ul><p><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Libre Baskerville;\">Tornando ai mestieri pi\u00f9 o meno creativi e abbandonando il caso singolo del giornalismo: oggi c\u2019\u00e8 un\u2019incredibile quantit\u00e0 di talento in circolazione. \u00c8 un dato di fatto. Le universit\u00e0 della vita o quelle vere hanno forgiato una generazione di persone molto brave nel proprio mestiere. Spesso pi\u00f9 aggiornate e umili dei loro colleghi pi\u00f9 anziani che vivono invece arroccati nelle posizioni di potere conquistate con nemmeno tanta fatica. O non almeno tanta quanta se ne chiede a questi giovani per ottenere un centesimo o un millesimo di quanto hanno ottenuto quelli di 20 o 30 anni pi\u00f9 vecchi.<\/span><\/p><p><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Libre Baskerville;\">Lo si potrebbe liquidare come il consueto divario generazionale: fra 20 anni questo proletariato creativo occuper\u00e0 i posti di potere \u2014 politici, economici, nei media \u2014 che ora occupano Salmon o altri. Oppure questa generazione potrebbe non essere mai in grado nel frattempo di raggiungere qualsivoglia posizione di potere da conservare con i denti e le unghie. Non perch\u00e9 non ne sia capace ma perch\u00e9, semplicemente, quelle posizioni non esistono pi\u00f9.<\/span><\/p><p><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Libre Baskerville;\">Credo sia pi\u00f9 probabile questa seconda ipotesi: il paradosso di quest\u2019epoca storica in cui grazie a internet e alle varie piattaforme di pubblicazione tutti possono essere creativi, editori, artisti, amministratori delegati, segretari di se stessi \u00e8 che la rendita di posizione di queste professioni si \u00e8 ridotta a niente. E alla fine sempre di economia si tratta: se la qualit\u00e0 media \u00e8 elevatissima e diffusa, il suo valore economico \u00e8 proporzionalmente tendente a zero.<\/span><\/p><p><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Libre Baskerville;\">Il che conduce alla tesi di fondo di questo mio pezzo:<\/span><\/p><p><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Libre Baskerville;\">\u00a0<\/span><\/p><p style=\"padding-left: 40px;\"><span style=\"font-size: 18pt; font-family: Libre Baskerville;\">Siamo in troppi.<\/span><\/p><p style=\"padding-left: 40px;\"><span style=\"font-size: 18pt; font-family: Libre Baskerville;\">\u00a0<\/span><\/p><p><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Libre Baskerville;\">\u00c8 una tesi che mi \u00e8 cara e che ho sostenuto altre volte, parlando, magari in maniera paradossale ed esagerata, del fatto che \u00e8 stato facile per Socrate o Platone o Michelangelo essere i migliori nei rispettivi campionati dei filosofi o dei pittori\/scultori: erano gli unici!<\/span><\/p><p><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Libre Baskerville;\">\u00a0<\/span><\/p><p><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Libre Baskerville;\">\u00c8 una tesi estrema ma non \u00e8 poi cos\u00ec semplice confutarla, anche se sarei grato che qualcuno lo facesse.<\/span><\/p><p><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Libre Baskerville;\">Ha anche un senso economico: ai loro tempi molte meno persone erano educate e avevano accesso al loro livello di istruzione. Loro non erano privilegiati: erano oltre. E lo dico senza voler essere polemico: non avrebbero potuto fare altrimenti perch\u00e9, come accade per ogni generazione, il contesto sociale ed economico \u00e8 definito da quelli che lo vivono e li definisce a sua volta. Il loro vantaggio era, appunto, numerico. Erano destinati per le condizioni a margine in cui vissero a eccellere. Ed erano pochissimi. Facile no? (erano comunque straordinari artisti \u2014 ribadisco: oggi la qualit\u00e0 media \u00e8 elevatissima ma il contraltare \u00e8 che le eccellenze praticamente non esistono pi\u00f9).<\/span><\/p><p><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Libre Baskerville;\">\u00a0<\/span><\/p><p><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Libre Baskerville;\">No, ho troppo rispetto per la cultura classica per pensare che sia stato facile. A differenza di noi, umanit\u00e0 del 21\u00b0 secolo, loro non solo pensarono e crearono cose ed idee ma lo fecero per la prima volta. Un\u2019altra tesi che mi \u00e8 cara \u00e8 infatti che noi siamo solo dei remixatori pi\u00f9 o meno bravi. Che non inventiamo niente ma che riassembliamo cose fatte da altri in altre forme. Un po\u2019 come un pezzo hip hop che usa un campionamento di una traccia degli Isley Brothers e la remixa con Beethoven. Noi abbiamo mangiato, masticato e digerito \u2014 pi\u00f9 o meno bene \u2014 una quantit\u00e0 formidabile di cultura. Anche ottima cultura, non si discute, ma pur sempre tanta. Forse troppa, chiss\u00e0.<\/span><\/p><p><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Libre Baskerville;\">\u00a0<\/span><\/p><p style=\"padding-left: 40px;\"><span style=\"font-size: 18pt; font-family: Libre Baskerville;\">Siamo bravi (per una volta, al diavolo la falsa modestia, mi ci metto pure io) ma il problema non \u00e8 questo: il problema \u00e8 che siamo troppi.<\/span><\/p><p style=\"padding-left: 40px;\"><span style=\"font-size: 18pt; font-family: Libre Baskerville;\">\u00a0<\/span><\/p><p><span style=\"font-family: Libre Baskerville; font-size: 14pt;\">Un altro paradosso economico della nostra epoca \u00e8 che la soglia d\u2019accesso ai mezzi espressivi, grazie alla rete e al digitale pi\u00f9 in genere, si \u00e8 democraticizzata. Tesi ormai nemmeno da dimostrare: \u00e8 un dato di fatto. Ecco perch\u00e9 tantissimi talenti sono facilmente accessibili: chiunque pu\u00f2 mostrare le proprie capacit\u00e0, senza intermediari.<\/span><\/p><p><span style=\"font-family: Libre Baskerville; font-size: 14pt;\">\u00a0<\/span><\/p><p><span style=\"font-family: Libre Baskerville; font-size: 14pt;\">Il problema \u00e8 per\u00f2 ancora una volta economico: l\u2019offerta \u00e8 abbondante, persino troppo. E il valore dell\u2019unit\u00e0 tende a deprezzarsi sempre di pi\u00f9. Forse il limite estremo verso cui stiamo tendendo \u00e8 che la qualit\u00e0 media continuer\u00e0 a elevarsi sino a forgiare persone molto pi\u00f9 preparate delle stesse che le hanno formate ma in un numero cos\u00ec elevato da non essere capace di creare concentrazioni di intelligenze o di capitale (intellettuale o economico).<\/span><\/p><p><span style=\"font-family: Libre Baskerville; font-size: 14pt;\">\u00a0<\/span><\/p><p><span style=\"font-family: Libre Baskerville; font-size: 14pt;\">Forse, ma la butto l\u00ec, il capitalismo \u00e8 esploso e stiamo assistendo a una sua frammentazione e dispersione nell\u2019etere del mercato. La ricchezza si \u00e8 infine distribuita non in unit\u00e0 monetarie ma in un pulviscolo valutario. Ma siamo sempre di pi\u00f9 e la merce di scambio non \u00e8 pi\u00f9 apprezzata secondo la moneta corrente ma per il suo valore intrinseco e creativo: mi servi perch\u00e9 sai fare una cosa che io non so fare.<\/span><\/p><p><span style=\"font-family: Libre Baskerville; font-size: 14pt;\">\u00a0<\/span><\/p><p><span style=\"font-family: Libre Baskerville; font-size: 14pt;\">Con un piccolo dettaglio, quasi a corollario: che gli omologhi\/consumatori di questo mercato non avranno da offrire alcuno scambio monetario a fronte di una prestazione. Forse la direzione in cui stiamo andando \u00e8 anche uno dei modelli economici pi\u00f9 antichi del mondo: si chiama baratto, solo che questo sar\u00e0 di tipo intellettuale.<\/span><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La societ\u00e0 del 21\u00b0 secolo ha espresso una qualit\u00e0 intellettuale e artistica media elevatissima. 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