{"id":32752,"date":"2019-01-30T15:05:13","date_gmt":"2019-01-30T15:05:13","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=32752"},"modified":"2022-08-29T15:06:58","modified_gmt":"2022-08-29T15:06:58","slug":"impromptu-n-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/impromptu-n-3","title":{"rendered":"Impromptu n. 3"},"content":{"rendered":"<p>Quando ho qualche minuto di anticipo allungo la mia passeggiata verso il lavoro passando per il cimitero ebraico. Come tutti i cimiteri, vederlo mi d\u00e0 molta pace. I cimiteri sono forse i soli luoghi di pace che l\u2019uomo ha saputo costruire. Pi\u00f9 di pace delle chiese dove c\u2019\u00e8 pur sempre una presenza umana, una qualche forma di interferenza. Nei cimiteri invece non c\u2019\u00e8 alcun rumore di fondo e sei solo di fronte al senso della vita. O alla mancanza di senso.<\/p>\n<p id=\"7a3c\" data-selectable-paragraph=\"\">Quello ebraico mi piace particolarmente perch\u00e9 non appartiene alla mia cultura e non lo capisco. O non lo conosco, dovrei dire. In certi periodi dell\u2019anno le lapidi sono sommerse dalla vegetazione. Si nota di meno che non hanno l\u2019ordine dei nostri cimiteri. Il non senso della vita \u00e8 ancora pi\u00f9 accentuato dalla mancanza di ordine con cui sono disposte quelle pietre che ricordano un morto. Di quei morti non so niente, come non so niente di quelli nostri. Nostri, loro, cosa conta poi.<\/p>\n<p id=\"7a3c\" data-selectable-paragraph=\"\">\n<p id=\"4d6b\" data-selectable-paragraph=\"\">Non ci sono foto sulle lapidi. Un nome e il ricordo di chi li conosceva, che svanisce quando anche questi smettono di esistere.<\/p>\n<p id=\"4d6b\" data-selectable-paragraph=\"\">\n<p id=\"62a6\" data-selectable-paragraph=\"\">Eppure per me il cimitero ebraico \u00e8 una forma che la memoria pu\u00f2 assumere. Ci passo e mi fermo un istante ogni tanto perch\u00e9 mi fa pensare a una cosa che c\u2019\u00e8 da secoli, un ricordo pietrificato e confuso di una storia che non conosco. Un tempo o una somma di vite di cui non so niente. Ma sapere che c\u2019\u00e8 \u00e8 qualcosa di confortante.<\/p>\n<p data-selectable-paragraph=\"\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/martinopietropoli.com\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Screenshot-2019-12-01-16.18.46-1024x472.png\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"472\" \/><\/p>\n<p>Oggi l\u2019ho visitato ascoltando l\u2019Impromptu n. 3 di Schubert.\u00a0Mi piace il nome \u201cimpromptu\u201d perch\u00e9 indica un\u2019urgenza, la necessit\u00e0 di dire qualcosa. Qualcosa che vuole manifestarsi e lo fa quasi impulsivamente. Parlando di urgenza e improvvisazione si potrebbe pensare che si tratti della manifestazione di un pensiero confuso, gioioso o doloroso. Ma \u00e8 musica e la musica \u00e8 una espressione di ordine.\u00a0Questo impromptu in particolare ha ordine nel suo complesso ma \u00e8 plastico e tormentato nel suo svolgersi. L\u2019equilibrio \u00e8 ottenuto per contrasti e alternanze, altrimenti sarebbe piatto. Non si pu\u00f2 parlare di tristezza dicendo solo cose tristi: bisogna alternare diverse emozioni che, creando tensioni interne, giungono a una risoluzione. Pu\u00f2 essere una pace finale o una sospensione o una considerazione qualsiasi sulla vita. Almeno questa \u00e8 la musica classica romantica, o cos\u00ec la vedo.<\/p>\n<p>Urgenza e impulso non c\u2019entrano molto con la permanenza silenziosa di quel cimitero, eppure vi ho colto una vicinanza. Nella vita siamo attraversati e sconvolti ed esaltati e sconfitti dalle emozioni \u2014 per chi le sa cogliere, e non so neanche se sia un privilegio o una iattura \u2014 e certi luoghi ci riconducono poi alla memoria e al senso del tempo. Non conta capire che senso ha la memoria: ognuno ne conserva una sua e svanir\u00e0 con la sua fine. Ma c\u2019\u00e8 una forma di memoria, appunto, che sopravviver\u00e0. Non racconter\u00e0 una storia precisa ma dir\u00e0 che l\u00ec c\u2019\u00e8 una storia. Come nel cimitero ebraico: disordinato, incomprensibile, pacifico, rassicurante. Una composizione di vite magari consumate dalle passioni ed esaltate dalle gioie, in pace per sempre dopo che la loro musica si \u00e8 conclusa giungendo a una risoluzione finale. A una pace, conservata nella memoria.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La forma della memoria<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":32755,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[91,19],"tags":[161,163,162,159,160],"class_list":["post-32752","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-music","tag-cimitero-ebraico","tag-memoria","tag-morte","tag-music","tag-schubert"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32752","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32752"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32752\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/32755"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32752"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32752"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32752"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}