{"id":32352,"date":"2019-07-25T22:12:43","date_gmt":"2019-07-25T22:12:43","guid":{"rendered":"https:\/\/martinopietropoli.com\/?p=32352"},"modified":"2022-09-01T21:13:56","modified_gmt":"2022-09-01T21:13:56","slug":"sulleducazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/sulleducazione","title":{"rendered":"Sull\u2019educazione"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n\n\n<\/p>\n<section>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"446c\" data-selectable-paragraph=\"\">Giorni fa \u00e8 morta la suora che fu mia insegnante alle elementari. Io non ho 20 anni quindi si pu\u00f2 immaginare facilmente che non avesse 70 anni. Nessuno di quelli a cui ho chiesto sapeva bene quanti anni avesse, quindi si pu\u00f2 dire che ha vissuto, ne aveva e non pochi. Ma il punto non \u00e8 questo.<\/p>\n<p id=\"446c\" data-selectable-paragraph=\"\">\u00a0<\/p>\n<p id=\"aeb6\" data-selectable-paragraph=\"\">Ripensare a lei mi ha fatto considerare quanto siano cambiate l\u2019educazione e l\u2019istruzione in questi quasi 40 anni. Ma parto dall\u2019inizio.<\/p>\n<p id=\"aeb6\" data-selectable-paragraph=\"\">\u00a0<\/p>\n<p id=\"fddd\" data-selectable-paragraph=\"\">Lei aveva dei metodi educativi \u2014 come dire \u2014 un po\u2019 spicci. Non parlo delle sue capacit\u00e0 divulgative che non ricordo nemmeno benissimo. Direi che erano buone se non ottime, mi pare di conoscere le basi della grammatica e della matematica quindi direi che il suo lavoro l\u2019ha fatto bene.<\/p>\n<p id=\"528f\" data-selectable-paragraph=\"\">Quelli che erano degni di nota erano i metodi punitivi che adottava per chi non dimostrava di applicarsi. Chi non capiva (e potevano ben esserci persone cos\u00ec, e non solo perch\u00e9 svogliate, magari perch\u00e9 proprio non ce la facevano) veniva ripreso e redarguito e il procedimento aveva anche delle manifestazioni fisiche. Niente di particolarmente violento ma insomma, diciamo che c\u2019era contatto fisico.<\/p>\n<p id=\"bbaa\" data-selectable-paragraph=\"\">Io non ne fui mai oggetto, salvo una volta che mi stavo stiracchiando e non mi ero accorto di averla alle spalle. Mi prese un orecchio e me l\u2019accartocci\u00f2. Capii e non dissi niente. Beccato, punito. Muto.<\/p>\n<p id=\"bbaa\" data-selectable-paragraph=\"\">\u00a0<\/p>\n<p id=\"2d86\" data-selectable-paragraph=\"\">Cosa mi insegn\u00f2 questo metodo educativo? Sicuramente una disciplina da caserma in cui era accettato solo e unicamente rispettare le regole, applicarsi, essere inquadrati. Non sono sicurissimo che dei bambini dai 6 ai 10 anni siano pronti a ricevere una formazione del genere ma cos\u00ec and\u00f2.<\/p>\n<p id=\"2d86\" data-selectable-paragraph=\"\">\u00a0<\/p>\n<p id=\"20a9\" data-selectable-paragraph=\"\">Io uscii da questa scuola cattolica che parlavo come uno scaricatore di porto che diceva parolacce appena poteva e anche quando non avrebbe dovuto. Insomma, reagii, a modo mio. Per\u00f2 imparai anche a rispettare l\u2019autorit\u00e0. Facevo il ribelle ma rispettavo. Insomma, ribelle: qualcosa del genere.<\/p>\n<p id=\"1fd6\" data-selectable-paragraph=\"\">Quello che mi stup\u00ec fu per\u00f2 l\u2019affetto che quasi tutti conservammo per questa suora. Non saprei dire se si trattasse di una forma particolarmente subdola di sindrome di Stoccolma ma in molti ci affezionammo a lei. Forse lei era tanto amorevole quanto dura nel punirci. Forse quello era il modello e non ne conoscevamo altri e dopo quasi 40 anni non so ancora se fosse giusto o sbagliato.<\/p>\n<p id=\"1fd6\" data-selectable-paragraph=\"\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">Ognuno prende le cose che gli d\u00e0 la vita e vede un po\u2019 cosa farci. C\u2019\u00e8 chi ne esce a pezzi e chi si fa forza e usa le difficolt\u00e0 per crescere. \u00c8 la vita, no?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">\u00a0<\/p>\n<p id=\"6923\" data-selectable-paragraph=\"\">Dopo qualche tempo la trasferirono in Liguria e andammo pure a trovarla. Facevamo le medie e organizzarono un autobus e andammo da lei. Fu dolcissima e volle sapere tutto di noi. Era emersa solo la sua parte materna e delicata in quell\u2019occasione, del resto non aveva motivo di comportarsi diversamente. \u201cNon hai finito il panino che ti sei portato per pranzo! 50 avemaria!\u201d. No, fu dolce e basta.<\/p>\n<p id=\"6923\" data-selectable-paragraph=\"\">\u00a0<\/p>\n<p id=\"8c8a\" data-selectable-paragraph=\"\">Ma dovevo parlare dei metodi educativi, giusto.<\/p>\n<p id=\"a401\" data-selectable-paragraph=\"\">Oggi credo che i suoi metodi durerebbero una settimana scarsa. Poi si troverebbe i genitori di Paola o di Marco con i loro avvocati al seguito.<br \/>E sarebbe comprensibile perch\u00e9 la pedagogia nel frattempo ha capito e spiegato che ci sono altri mille modi per educare dei bambini, senza ricorrere alle punizioni, senza farti saltare il pranzo perch\u00e9 avevi parlato in mensa (mi capit\u00f2 e da quel giorno mi rifiutai di mangiare a scuola).<\/p>\n<p id=\"24b6\" data-selectable-paragraph=\"\">Quel sistema educativo aveva per\u00f2 un aspetto buono e positivo ed era il rispetto che infondeva. Intendiamoci: il rispetto pu\u00f2 assumere la forma del timor-panico (rispetti qualcuno perch\u00e9 ne hai paura) o quella pi\u00f9 genuina del riconoscimento di uno status del docente. Questo atteggiamento si estendeva dallo studente ai suoi genitori. Che un genitore polemizzasse con una decisione della suora \u2014 che di per s\u00e9 incuteva poi gi\u00e0 un certo timore \u2014 era fuori discussione. Le sue scelte e i suoi voti dovevano essere accettati e basta.<\/p>\n<p id=\"24b6\" data-selectable-paragraph=\"\">\u00a0<\/p>\n<\/section>\n<hr \/>\n<section>\n<p id=\"5b81\" data-selectable-paragraph=\"\">Oggi le cose sono decisamente diverse. Una volta avveniva che l\u2019autorit\u00e0 fosse quella dei genitori a casa e che questa si trasferisse poi a scuola durante il resto della giornata. Chi insegna o ha amici o parenti che insegnano sa che non questo non accade pi\u00f9.<\/p>\n<p id=\"9a6a\" data-selectable-paragraph=\"\">Oggi l\u2019autorit\u00e0 resta quasi sempre fra le mura domestiche e quando si trasferisce a scuola sono i ragazzi a detenerla. Come dice\u00a0<a style=\"color: #000000;\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=lJ6udkwoMZ4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Umberto Galimberti<\/a>, ora c\u2019\u00e8 un \u201csindacato dei genitori\u201d che contesta le scelte del corpo docente che non gradisce e che difende sempre e comunque i figli. Col risultato di formare individui convinti di avere sempre ragione o convinti di poterla comunque ottenere e soprattutto insicuri perch\u00e9 iperprotetti.<\/p>\n<p id=\"9a6a\" data-selectable-paragraph=\"\">\u00a0<\/p>\n<p id=\"892f\" data-selectable-paragraph=\"\">Quando la mia suora dai modi spicci esercitava il suo potere educativo le gerarchie erano ben definite e forse anche il mondo era pi\u00f9 ordinato. C\u2019era chi ti spiegava le cose e la cui autorit\u00e0 era raramente messa in discussione e c\u2019erano i genitori che esercitavano un\u2019altra forma di autorit\u00e0.<\/p>\n<p id=\"8ec7\" data-selectable-paragraph=\"\">Non dico che il sistema fosse migliore, dico che era un sistema pi\u00f9 ordinato in cui le cose te le dovevi meritare. Non te le procuravano i genitori ed eri solo tu il responsabile dei tuoi successi e insuccessi. Prima scolastici, poi esistenziali ed eventualmente professionali.<\/p>\n<p id=\"8ec7\" data-selectable-paragraph=\"\">\u00a0<\/p>\n<p id=\"3157\" data-selectable-paragraph=\"\">L\u2019autorit\u00e0 necessita di un ricevente per esistere. Non esisterebbe autorit\u00e0 senza persone su cui esercitarla. Ma quando viene esercitata riconosce il soggetto su cui viene applicata. L\u2019educazione espressa con quelle modalit\u00e0 era odiosa per molti versi (e, ripeto, non giustifico l\u2019uso di maniere forti e posso solo pensare che le usi chi ha ricevuto educazioni altrettanto dure e anaffettive) ma esponeva le persone a una specie di simulazione della vita in ambiente protetto. Le cose da fare, gli obblighi, le cose odiose, le persone odiose, quelle adorabili, le cose da meritare, le cose che decidevi di tenere e quelle che lasciavi andare. Era un\u2019educazione alla vita, a volte anche dura e spietata ma i cui frutti si sarebbero raccolti anni dopo.<\/p>\n<p id=\"3157\" data-selectable-paragraph=\"\">\u00a0<\/p>\n<p id=\"64fd\" data-selectable-paragraph=\"\">Poteva anche piegarti e farti male ma prima o poi ci pensa la vita a farlo, quindi \u00e8 meglio capire da subito che le regole sono queste e non sono nemmeno regole: \u00e8 la vita stessa.<\/p>\n<\/section>\n<hr \/>\n<section>\n<p id=\"dc78\" data-selectable-paragraph=\"\">A\u00a0questo punto ci vorrebbe un sociologo per spiegare cosa \u00e8 successo in questi decenni. Perch\u00e9 la generazione che ha fondato una societ\u00e0 del benessere \u00e8 stata seguita da una generazione che ha ricevuto poco affetto perch\u00e9 quella che la precedeva era troppo occupata a lavorare e guadagnare. E si \u00e8 sviluppata di conseguenza trasformando l\u2019affetto per i figli in una forma eccessiva di protezione, quasi a compensare le scarse attenzioni ricevute. Una generazione che ha sostituito alla venerazione religiosa quella per la salute e per l\u2019igiene, che ha elevato a sistema il timore per qualsiasi accidente potenziale o remoto, in un\u2019epoca in cui i pericoli sono curiosamente pi\u00f9 remoti che in altre.<\/p>\n<p id=\"dc78\" data-selectable-paragraph=\"\"><br \/>Una societ\u00e0 della paura che si difende, che ha timore del futuro o che ne ha anzi la pi\u00f9 totale sfiducia. Una societ\u00e0 che protegge i propri figli in maniera eccessiva, specie contro pericoli immaginari.<\/p>\n<p id=\"6992\" data-selectable-paragraph=\"\">Una societ\u00e0 che non ha pi\u00f9 fiducia in s\u00e9 stessa e che ha costruito la propria esistenza attorno a un\u2019ansia permeante. Che protegge i propri figli in maniera eccessiva non perch\u00e9 ha timore, in verit\u00e0, ma perch\u00e9 non si fida nemmeno di loro e allora \u00e8 meglio pensare al posto loro. Difenderli dai loro stessi maestri e professori, diffidare di tutto e di tutti come sistema di pensiero.<\/p>\n<p id=\"6992\" data-selectable-paragraph=\"\">\u00a0<\/p>\n<\/section>\n<hr \/>\n<section>\n<p id=\"35be\" data-selectable-paragraph=\"\">Dopo le elementari andai alle medie, in una scuola pubblica. Ero anche bravo, l\u2019educazione militare aveva dato i suoi frutti. Ero cos\u00ec bravo che ero mal sopportato da buona parte dei miei compagni. E non perch\u00e9 mi dessi delle arie e nemmeno perch\u00e9 fossi particolarmente bravo. Lo ero forse in quel contesto, cio\u00e8 quello di una scuola media che raccoglieva persone provenienti da ambiti diversi da quelli a cui la vita fino a quel punto mi aveva abituato.<br \/>Non fu semplice e fu il primo contatto con la realt\u00e0 reale. Ma la superai, credo anche grazie a una certa durezza che la \u201cSuora Militare\u201d mi aveva trasmesso.<\/p>\n<p id=\"35be\" data-selectable-paragraph=\"\">\u00a0<\/p>\n<p id=\"8ca8\" data-selectable-paragraph=\"\">Come sempre accade nella vita, non conta quello che ti succede ma conta come lo affronti. Credo, a distanza di qualche decennio, che l\u2019implacabile suora mi abbia insegnato a reagire, a fare affidamento solo su di me e su poche persone fidate e soprattutto che la vita pu\u00f2 tirarti dei colpi davvero devastanti. Li saprai incassare? Se hai iniziato da piccolo una qualche idea ce l\u2019hai gi\u00e0.<\/p>\n<\/section>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vecchi e nuovi modi di educare<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":32355,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[91,92,95],"tags":[132,133,135,134],"class_list":["post-32352","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-societa","category-society","tag-cultura","tag-culture","tag-education","tag-educazione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32352","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32352"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32352\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/32355"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32352"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32352"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/martinopietropoli.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32352"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}